Cas(e)us belli

Il consorzio di tutela della “Mozzarella di Bufala Campana Dop” si oppone alla nascita della nuova Dop “Mozzarella di Gioia del Colle”. Così lo scorso settembre carta stampata e media descrivevano la nuova querelle che coinvolge il consorzio, solo un mese dopo quella sollevata dalla proposta di congelamento della mozzarella. La contrarietà all’iter di registrazione pare nascere dal convincimento che la presenza sul mercato di un’altra mozzarella Dop determinerebbe equivoci e confusione nei consumatori.

Secondo alcuni, il riconoscimento della Dop per la mozzarella vaccina pugliese sarebbe addirittura in violazione di quanto stabilito dalla normativa europea per la tutela delle denominazioni di origine. Eppure, da un punto di vista normativo la questione sembrerebbe abbastanza chiara: la denominazione “mozzarella” è un termine generico, privo di tutela e liberamente utilizzabile per indicare formaggi freschi a pasta filata prodotti con latte vaccino. In un certo senso poi, la genericità acquisita dal termine “mozzarella” è l’effetto collaterale determinato, a suo tempo, dalla volontà di tutelare la specificazione “di Bufala Campana” attribuita alla denominazione della relativa mozzarella Dop. Su queste basi, l’utilizzo del termine generico “mozzarella” nella denominazione della nuova Dop pugliese non pare in contrasto con le norme europee a tutela delle Dop.

Discorso analogo se la presunta violazione riguardasse invece l’intera denominazione, comprensiva del termine generico. La normativa europea è chiaramente orientata alla protezione delle denominazioni di origine (o parte di esse) che rappresentano un reale discrimine storico, ambientale e tecnologico per la qualità e unicità del formaggio. Esemplificativi al riguardo sono (stati) i casi relativi agli utilizzi parziali di alcune denominazioni Dop complesse e il conseguente divieto dell’uso di termini quali grana, parmigiano o parmesan. Se il termine “mozzarella” nella nuova Dop di Gioia del Colle non costituisce il nodo della questione, a maggior ragione non dovrebbe rappresentarlo quando unito alla specificazione geografica, palesemente diversa tra “di Bufala Campana” e “di Gioia del Colle”.

Non ci resta che attendere le osservazioni del consorzio atte a dimostrare come la registrazione della nuova denominazione “Mozzarella di Gioia del Colle” danneggi la “Mozzarella di Bufala Campana Dop”. La querelle, per come iniziata, appare una vicenda tipicamente italiana che finirà solo per far male al settore. Paradossalmente in un momento in cui la “mozzarella” (generica e Dop) dimostra di essere uno tra i più importanti prodotti caseari per il mercato e l’export italiano. Viene il sospetto che la potenziale competizione commerciale tra i due formaggi, per quanto diversi, rappresenti il vero cas(e)us belli.

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