Dal 1° maggio, maggiore liberalizzazione del commercio tra UE e Islanda

Il 1° maggio entreranno in vigore tre accordi tra UE e l’Islanda firmati a settembre 2015 che consentiranno l’ingresso esente da dazi a oltre il 95% dei prodotti agroalimentari dell’UE e offriranno protezione a 1150 indicazioni geografiche comunitarie.

Sarà quindi più facile esportare in Islanda carne bovina, carne suina, pollame e formaggi per i quali le quote sono state notevolmente aumentate. Per esempio i formaggi passeranno dall’attuale quota (in tonnellate) di 80 a 380 in quattro anni. Da parte sua, l’UE ha incrementato o stabilito quote per molti prodotti agricoli provenienti dall’Islanda, skyr incluso: le quote (in tonnellate) di quest’ultimo passeranno da 380 a 4000 in totale dopo 4 anni, quelle del burro da 350 a 500 mentre ai formaggi è stata concessa quota 50.

Diverse le indicazioni geografiche dell’UE (IG) che saranno protette in Islanda (come il Parmigiano Reggiano, il Comté e lo Speck tirolese…) alla stessa stregua di come lo sono sul territorio comunitario. Inoltre le quote (in tonnellate) dei formaggi dop/igp passeranno dalle attuali 20 a 230 in totale nel quadriennio.

I prodotti alimentari trasformati esportati dall’UE che beneficeranno del nuovo accordo valgono oltre 27 milioni di euro l’anno. Solo tre categorie sono escluse dalla liberalizzazione: yogurt aromatizzati e prodotti similari, gelati e taluni preparati alimentari.

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