Debutto internazionale per Dairytech

dairytechSi sono appena chiusi i battenti di Ipack-Ima, evento articolato nell’edizione 2015 in 6 manifestazioni in contemporanea. Fra esse vi è stata Dairytech, esposizione per il processing e il packaging dell’industria lattiero-casearia al suo debutto. 60 gli espositori che hanno aderito e concentrati per facilitare la visita anche da parte di player internazionali del settore lattiero-caseario convenuti tramite specifiche missioni da Argentina, Pakistan, Brasile, Algeria, Russia e Stati Uniti. Durante l’evento vi è stato anche un convegno “Latte per il pianeta: 2015-2025” a cui sono intervenuti come speaker la FAO e Christophe Lafougère, AD di Gira. In base alla previsioni della FAO, nei prossimi 10-15 anni la produzione mondiale dovrebbe crescere annualmente del 3-3,5% e il mercato dovrebbe passare dai 780 milioni di tonnellate a fine 2015 a oltre il miliardo a fine 2025. Forti tuttavia gli squilibri fra Paesi sviluppati e quelli emergenti, in deficit sia di latte sia di derivati. Christophe Lafougère ha invece presentato il quadro del mercato mondiale, soffermandosi sulle diverse aree per analizzarne lo storico e le prospettive. A iniziare dalla Cina, mercato sempre sotto i riflettori, che predilige sempre più prodotti a maggior valore aggiunto, come formaggi, burro e soprattutto infant formula: Gira stima una crescita media annua del comparto baby food del 12%.
Luci e ombre, secondo Gira, per l’Italia. Da un lato, il nostro Paese può vantare 2.000 aziende di trasformazione e confezionamento di latte e derivati, oltre 1 milione di tonnellate di formaggi prodotti, di cui 484.000 sono a DOP e, infine, esportazioni per 340.000 tonnellate e 2,2 miliardi di euro a valore. Dal 1990 a oggi le esportazioni a volume hanno registrato + 2.700% per freschi compresa mozzarella, +500% per Grana Padano e Parmigiano Reggiano, +220% per Provolone e +170% per Gorgonzola. Dall’altro, la polverizzazione e la struttura frammentata del comparto produttivo italiano rendono necessari profondi interventi strutturali (forme di collaborazione tra le aziende; nuove strutture commerciali; potenziamento dei prodotti DOP) e tecnologico-impiantistici non più procrastinabili per avere successo a livello globale.

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