“Enjoy, it’s from Europe”: oltre 110 milioni di euro per promuovere l’agricoltura europea nel 2016

enjoy-signature_en“Enjoy, it’s from Europe”: la nuova politica di promozione adottata dalla Commissione europea intende aiutare i professionisti del settore a inserirsi nei mercati internazionali o a consolidarvi la loro posizione e rendere i consumatori europei più consapevoli degli sforzi compiuti dagli agricoltori europei.

Per conseguire questo obiettivo la Commissione stanzierà maggiori risorse, aumenterà il tasso di cofinanziamento e ridurrà la burocrazia per l’approvazione dei progetti.

Le misure sono parte di uno sforzo per aumentare progressivamente la dotazione di bilancio dell’UE per la promozione dell’agricoltura europea, da 61 milioni di euro nel 2013 (quando le nuove norme sono state proposte) a 200 milioni nel 2019.

Grazie alle nuove norme, i tassi di cofinanziamento UE passeranno dal 50% al 70-80% (85% per la Grecia e Cipro). Scompare nel contempo il cofinanziamento nazionale, creando così condizioni di parità tra gli Stati membri.

La burocrazia sarà ridotta in maniera significativa durante il processo di selezione dei progetti, rendendo le procedure più facili da applicare.

Il programma 2016 ha per obiettivo alcuni Paesi terzi che registrano il potenziale di crescita più alto soprattutto per i settori che incontrano particolari difficoltà di mercato, come i prodotti lattiero-caseari e la carne suina.

Dell’importo totale, 30 milioni di euro sono specificamente destinati al pacchetto di sostegno presentato dal commissario Hogan a inizio settembre per accompagnare misure di promozione nei due settori suddetti.

Contesto

Le nuove norme per la promozione dei prodotti agricoli prevedono:

  • un forte aumento degli aiuti UE destinati a campagne di informazione e di promozione: tale rialzo sarà progressivo, passando dai 61 milioni di euro stanziati nel 2013 a 200 milioni di euro previsti per il 2019 (111 milioni nel 2016);
  • tassi di cofinanziamento UE decisamente superiori rispetto a quelli attuali (tasso di cofinanziamento UE del 70% per i programmi semplici presentati da un’organizzazione di uno Stato membro, 80% per i programmi multipli e i programmi destinati a Paesi terzi, 85% per i programmi di crisi); nel contempo scompare il cofinanziamento nazionale, creando così condizioni di parità;
  • messa in atto di una strategia di promozione europea che consenta azioni di promozione più mirate. Questa strategia permetterà di:
    • aumentare il numero dei programmi destinati ai Paesi terzi e dei programmi multipli (cui partecipano organizzazioni di più Stati membri) mediante un tasso di cofinanziamento più elevato per queste due categorie,
    • nel mercato interno, far conoscere ai consumatori i meriti dei prodotti agricoli europei, in generale e di quelli che rientrano nei regimi di qualità europei, in particolare;
  • allargare il campo di applicazione delle misure comprendendo tra i beneficiari ammissibili anche le organizzazioni di produttori; ampliare la gamma dei prodotti, in particolare dei prodotti agroalimentari trasformati, quali per esempio il pane, la pasta o il cioccolato; consentire, entro certi limiti, di precisare l’origine e il marchio dei prodotti;
  • semplificare le procedure amministrative, riunendo in un’unica fase i processi di valutazione e selezione dei programmi invece delle attuali due (dapprima lo Stato membro e poi la Commissione europea);
  • agevolare la gestione dei programmi multipli sviluppati congiuntamente da organizzazioni presenti in diversi Stati membri attraverso uno sportello unico presso la Commissione (tramite l’agenzia esecutiva CHAFEA).

Al fine di attuare pienamente l’atto di base, la Commissione ha adottato regolamenti delegati e di esecuzione.

Un elemento chiave della nuova politica di promozione è l’elaborazione di un programma di lavoro annuale (decisione di esecuzione della Commissione) che definisce le priorità strategiche per le misure di promozione in termini di prodotti, regimi e mercati e le corrispondenti dotazioni finanziarie. L’obiettivo è disporre di una politica dinamica e proattiva, adattata ogni anno alle nuove opportunità di mercato e alle esigenze del settore.

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