Il latte in polvere? È una miniera!

Numerose sono le notizie di cronaca che riguardano il latte in polvere: la costruzione di nuovi impianti; la disponibilità di tecnologie sempre più raffinate; la creazione di inedite joint venture; l’ingresso di nuovi imprenditori, provenienti da altri settori e attratti da un comparto caratterizzato da una costante crescita. Nonostante ciò, ha destato clamore generale la notizia che la magnate australiana Gina Rinehart, ereditiera mineraria, avrebbe intenzione di 500 milioni di dollari australiani in una joint venture australiano-cinese per la produzione di latte in polvere per lattanti. E questo nel largo contesto di un accordo di libero scambio tra Australia e Cina oramai in dirittura d’arrivo e che dovrebbe portare a barriere tariffarie più basse per le esportazioni lattiero-casearie australiane.
La Rinehart dovrebbe detenere la quota di maggioranza di Hope Dairies, questo il nome della joint venture che dovrebbe produrre baby food e latte UHT in un impianto ubicato nel Queensland e iniziare le esportazioni verso la Cina a inizio 2016. A regime saranno pertanto 30.000 le tonnellate di infant formula che approderanno nel Paese del Dragone.

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