Iniziato l’iter del decreto sui controlli nel comparto biologico

Il 16 giugno il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di decreto legislativo recante disposizioni di armonizzazione e razionalizzazione della normativa sui controlli in materia di produzione agricola e agroalimentare biologica. La norma attua la delega contenuta nel Collegato agricoltura e aggiorna le disposizioni ferme al 1995, adeguandole anche alle sopravvenute leggi europee. Inizia ora l’iter previsto per la definitiva approvazione.

Il provvedimento ha i seguenti obiettivi:

  •  garantire una maggiore tutela del consumatore;
  •  assicurare una maggiore tutela del commercio e della concorrenza;
  •  semplificare e unificare in un solo testo di legge la materia dei controlli sulla produzione agricola biologica;
  •  rendere il sistema dei controlli più efficace anche sotto il profilo della repressione.

Tre le novità principali. La prima riguarda il sistema dei controlli: il decreto conferma che il MiPaaf è l’autorità competente per l’organizzazione dei controlli e che delega tali compiti a organismi di controllo privati e autorizzati. L’Ispettorato centrale per la tutela della qualità e la repressione frodi dei prodotti agroalimentari rilascia le autorizzazioni all’esercizio dei compiti di controllo e dunque vigila e controlla l’attività degli organismi. Al fine di rafforzare il sistema, al Comando unità tutela forestale, ambientale e agroalimentare dei Carabinieri è attribuita, oltre all’attività di controllo sugli operatori, anche quella di vigilanza sugli organismi di controllo. Le Regioni e le province autonome conservano ed esercitano l’attività di vigilanza e controllo negli ambiti territoriali di competenza.

La seconda novità contiene le norme contro il conflitto di interessi tra controllori e controllati. In particolare lo schema di decreto legislativo introduce meccanismi a rafforzamento della leale concorrenza e per l’eliminazione dei conflitti di interessi degli organismi di controllo. Per questo si stabilisce che:

  • gli operatori del biologico non possono detenere partecipazioni societarie degli organismi di controllo,
  • gli organismi di controllo non possono controllare per più di 5 anni lo stesso operatore,
  • gli organismi di controllo devono garantire adeguate esperienza e competenza delle risorse umane impiegate.
  • nuovi obblighi di comportamento degli organismi di controllo, che discendono dai principi di trasparenza e correttezza e conseguenti sanzioni amministrative pecuniarie, con funzioni deterrenti.

Infine, la terza novità, l’istituzione di una banca dati pubblica di tutte le transazioni commerciali del settore biologico fruibile da tutti gli operatoti del sistema, per rendere più trasparenti le transazioni e più tempestiva l’azione antifrode e maggiore la tutela dei consumatori.

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