Operazione Ghost Cheese, arrestate due persone per reati fallimentari

“Tratti in arresto due responsabili per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati fallimentari. Coinvolte quasi 80 imprese riconducibili, a vario titolo, al Gruppo M., di cui 21 società fallite, tutte operanti nel settore della produzione e vendita di prodotti lattiero-caseari o nel relativo indotto.

Nell’ambito di una complessa e articolata indagine condotta in materia di reati fallimentari, coordinata dalla Procura della Repubblica di Brescia, i militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza alla stessa sede hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 2 soggetti, i fratelli A. e S. M., che, in qualità di rappresentanti legali di diritto o di fatto di diverse imprese dell’omonimo Gruppo, si sono resi responsabili del reato di associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta mediante condotte distrattive e dissipative.

Risultano, inoltre, indagate altre 18 persone, quali appartenenti alla compagine criminale e/o concorrenti nei reati-fine sopra descritti. Sono stati sottoposti a sequestro preventivo circa 4,2 milioni di euro direttamente dalle casse di due istituti di credito coinvolti nell’operazione. Per tre funzionari dei citati istituti di credito è stata ipotizzata l’accusa di concorso in bancarotta fraudolenta patrimoniale, in quanto costoro, nell’imminenza del fallimento, hanno trasformato linee di credito prive di garanzie reali in altrettanti finanziamenti garantiti, concessi a società collegate al Gruppo M.

L’esecuzione del provvedimento dell’A.G. ha comportato l’impiego di circa 40 militari tra Brescia, Bologna e Parma. Il Gruppo era una storica realtà italiana specializzata nella produzione e nella commercializzazione all’ingrosso e al dettaglio di prodotti lattiero-caseari, con circa 500 dipendenti, 450 milioni di euro di fatturato e un indotto in grado di dare lavoro ad altre 1.000 persone. Le principali società, tra le quali la M. S.p.A., sono state dichiarate fallite dal Tribunale di Brescia tra il 2010 e il 2013.

Le indagini condotte da oltre due anni hanno permesso di ricostruire una fittissima rete di operazioni finanziarie, che ha visto il coinvolgimento di più di 80 imprese, risultate tutte riconducibili, a vario titolo, alla famiglia M., di cui 21 fallite con uno stato passivo complessivo di circa 600 milioni di euro.

Sono stati analizzati centinaia di negozi giuridici, oltre 4.000 rapporti finanziari di varia natura, accesi presso 55 istituti di credito bancari e parabancari, nonché un’enorme mole di documentazione amministrativo-contabile, acquisita a seguito di numerosi controlli incrociati eseguiti in ambito nazionale e volti a verificare la veridicità degli accadimenti aziendali.

Tra le operazioni fraudolente riscontrate si annovera, a titolo esemplificativo, l’annotazione in contabilità di una delle società del Gruppo di un’unica fattura emessa da altra società della famiglia, ritenuta relativa ad operazioni inesistenti, di importo pari a 55 milioni di euro ed avente ad oggetto una generica descrizione di “acconto su forniture future di latte”, al solo fine di procedere ad aggiustamenti contabili tesi a celare il rilevante dissesto.

Dagli approfondimenti compiuti è emerso che, per giungere ad un quantità di latte che giustificasse l’emissione di una fattura simile, sarebbero stati necessari circa 12.000 capi di bestiame da latte e l’azienda avrebbe dovuto disporre di circa un milione di quintali di “quote latte”, quando invece la società era proprietaria di appena 178 mila quintali di tali quote. Pertanto, tale fornitura sarebbe stata possibile solo in un arco temporale ultradecennale”.

Fonte: comunicato stampa Guardia di Finanza

 

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