Per Granarolo il 2017 è stato un anno “ni”

Il Cda di Granarolo S.p.A.1 ha approvato il progetto di bilancio che sarà sottoposto all’assemblea degli azionisti prevista per il 27 aprile.
L’incremento più significativo del fatturato deriva dal consolidamento delle vendite delle società acquisite nel corso del 2017. L’incremento del risultato a perimetro costante (+0,4%) è frutto della strategia di internazionalizzazione e diversificazione di prodotto in un contesto italiano di mercato che registra anche nel 2017 sul latte la perdita di ulteriori volumi (dati di mercato: -3,5% sul fresco e -2,3% sul latte UHT vs ap – fonti:IRI Infoscan Iper+Super+LSP – AT 2017). I margini registrano un calo dovuto al forte incremento dei costi delle materie prime, in particolare di quelle grasse di origine speculativa, che hanno richiesto la revisione delle politiche commerciali che sono entrate a regime nella seconda parte dell’anno. Per quanto riguarda la posizione finanziaria netta, l’incremento è dovuto prevalentemente al finanziamento delle acquisizioni e degli investimenti anche dedicati all’innovazione di prodotto per intercettare nuovi target di consumatori, compensando così il fisiologico calo del mercato tradizionale. Il risultato netto registra un calo di 12,4 milioni €.
Dal 2011 a oggi il Gruppo Granarolo è passato dal 4% a oltre il 28% di fatturato realizzato fuori dai confini nazionali e ha l’obiettivo di superare il 35% nel prossimo biennio (con la recente acquisizione – febbraio 2018 –  di Midland Food Group il fatturato proforma fuori dai confini nazionali sale al 32%). Per quanto riguarda il portafoglio prodotti, nel 2010 il latte (fresco e UHT) rappresentava il 60% del fatturato Granarolo, mentre oggi si attesta intorno al 34%.

I principali risultati consolidati 2017
-Ricavi consolidati delle vendite: 1.273 mln €  pari a un aumento del 7,8% a volume e di 92 milioni € a valore rispetto al 2016
-Fatturato business unit latte e bevande: 431,6 milioni €, in calo 2,1% anno su anno.
-Ricavi business unit formaggi e burro: 523,8 milioni € (+9,6%) anche grazie all’aumento delle esportazioni verso i Paesi asiatici.
-Ricavi business unit altri prodotti (yogurt, prodotti vegetali, prosciutti, aceto balsamico, pasta e prodotti da forno): 317,5 milioni €, +21,1% rispetto al 2016, soprattutto grazie alle nuove acquisizioni.
Le vendite del gruppo sono tradizionalmente concentrate in Italia. La percentuale di ricavi nell’Unione europea è aumentata raggiungendo il 20% del totale vendite mentre quella sui mercati extra europei ha raggiunto l’8% del totale vendite, quasi raddoppiando.
-L’Ebitda del gruppo: 70,1 milioni €, pari al 5,5% dei ricavi, in calo rispetto al 2016 di 10,8 milioni € (-13,4%). I margini registrano un peggioramento dovuto al forte incremento dei costi delle materie prime.
-L’Ebit: 29,1 milioni €, pari al 2,3% dei ricavi di vendita, in riduzione di € 12,9 milioni rispetto all’esercizio precedente.
-Il risultato netto dell’esercizio registra un utile pari a € 10,1 milioni di euro, in diminuzione di € 12,4 milioni rispetto al 2016.
-La posizione finanziaria netta risulta 137,5 milioni di euro, in incremento di € 49,9 milioni rispetto al 31 dicembre 2016.

1Società controllata dalla cooperativa Granlatte per il 77,48% delle azioni; Intesa Sanpaolo per 19,78%, Cooperlat per 2,74%.

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