Presentato il Crea

Fotolia_1188672_L (2)Ieri è stato presentato, il “Crea – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria”, nato dall’unione degli enti collegati Inea (Istituto nazionale di economia agraria) e Cra (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura). Negli intenti del MiPaaf, il nuovo soggetto punta a garantire e rilanciare le aree di intervento e di azione dei due enti, con un maggiore collegamento alle esigenze del mondo produttivo, dando risposte concrete a un settore come quello agroalimentare che necessita fortemente di un soggetto autorevole e di riferimento nel campo della ricerca e dello studio economico.

«Il Crea sarà protagonista – ha commentato il ministro Maurizio Martina – del rilancio della ricerca e dell’analisi economica per il settore agroalimentare. Vogliamo valorizzare la grande professionalità dei nostri ricercatori, consapevoli dell’importanza del lavoro che è stato portato avanti fino a oggi. Favoriremo al massimo anche l’interazione e la collaborazione del Crea col Cnr, proprio perché abbiamo a cuore gli obiettivi ambiziosi che ci stiamo dando. Così come in questi mesi stiamo rafforzando le cooperazioni con gli istituti di altri Paesi, che molto spesso ci chiamano proprio per le nostre competenze»

«Il CREA, così riformato, – ha affermato Salvatore Parlato, commissario straordinario del nuovo ente – si presenta più agile e compatto, più sintonizzato sulle esigenze del territorio e dell’impresa, più pronto a cogliere opportunità di finanziamento nazionali ed europee e a valorizzare l’eccellenza scientifica dei suoi ricercatori. Intendiamo essere il sostegno del made in Italy di fronte alle grandi sfide dell’agroalimentare».

Il nuovo assetto del Crea prevede, distribuiti in tutto il territorio nazionale, 12 Centri di ricerca, ciascuno con una o più sedi di cui:

6 disciplinari

  •  genomica e bioinformatica,
  • agricoltura e ambiente,
  • difesa e certificazione,
  • ingegneria e trasformazioni agroalimentari,
  • alimenti e nutrizione,
  • politiche e bioeconomia

6 di filiera

  • cerealicoltura e colture industriali,
  • colture arboree – cioè alberi da frutta, agrumi e olivo,
  • viticoltura ed enologia,
  • orticoltura e florovivaismo,
  • zootecnia e acquacoltura,
  • foreste e produzioni del legno.

 

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