Pubblicata relazione UE sull’applicazione delle norme in materia di concorrenza

La Commissione ha pubblicato la prima relazione sull’applicazione delle norme in materia di concorrenza al settore agricolo.

Principali conclusioni della relazione

Attività delle autorità europee garanti della concorrenza

a) Indagini nel settore agricolo

Le autorità europee garanti della concorrenza hanno condotto 178 indagini nel settore agricolo. Più di un terzo ha riguardato i trasformatori di prodotti agricoli, mentre gli agricoltori sono risultati il più grande singolo gruppo di denuncianti.

Quasi la metà di tutte le violazioni della concorrenza individuate grazie alle indagini ha riguardato casi di accordi sui prezzi. Nella maggior parte dei casi, tali accordi sono stati conclusi tra trasformatori concorrenti al fine di fissare il prezzo all’ingrosso (per esempio, per lo zucchero e la farina) o tra trasformatori e dettaglianti al fine di fissare il prezzo di vendita al dettaglio (per esempio, per i prodotti lattiero-caseari, la carne o l’olio di girasole). Altre infrazioni hanno preso la forma di accordi sulla produzione, sullo scambio di informazioni o sulla ripartizione dei mercati.

Secondo la relazione, l’attività di contrasto delle autorità europee garanti della concorrenza ha permesso agli agricoltori di beneficiare di migliori condizioni commerciali per i loro prodotti. In particolare, la relazione descrive una serie di casi in cui le autorità europee garanti della concorrenza hanno messo termine alle pratiche utilizzate dai grandi acquirenti che miravano a ridurre i prezzi pagati agli agricoltori ed hanno applicato le sanzioni previste. Inoltre, il lavoro delle autorità europee garanti della concorrenza ha permesso agli agricoltori di beneficiare di condizioni più vantaggiose nei rapporti con le cooperative.

b) Protezione del mercato interno

Una delle principali conclusioni della relazione è che alcuni Stati membri hanno talvolta cercato di imporre dei limiti alle importazioni di determinati prodotti agricoli provenienti da altri Stati membri. Diverse autorità garanti della concorrenza hanno esaminato e annullato una serie di accordi collettivi, in virtù dei quali, ad esempio, gli agricoltori di un determinato Stato membro cercavano di ostacolare le vendite degli agricoltori di altri Stati membri.

Tali interventi delle autorità garanti della concorrenza hanno agevolato sia i consumatori degli Stati membri in cui le importazioni avrebbero potuto risultare limitate, sia gli agricoltori di tutti gli altri Stati membri che sarebbero stati penalizzati dal tentativo di ostacolare le vendite transfrontaliere.

c) Attività di orientamento e controllo

Le autorità europee garanti della concorrenza hanno fornito agli agricoltori, agli altri operatori e ai governi orientamenti su come interpretare e applicare il diritto della concorrenza nel settore agricolo, ad esempio nel quadro delle iniziative di sostenibilità degli agricoltori o con la pubblicazione dei prezzi da parte delle organizzazioni del settore. Le autorità europee garanti della concorrenza hanno inoltre controllato in modo proattivo la situazione del settore agricolo ed hanno condotto indagini settoriali sul funzionamento della catena dell’approvvigionamento, prestando particolare attenzione ad aspetti quali la trasmissione dei prezzi lungo la catena e l’equilibrio del potere contrattuale tra gli agricoltori e gli altri livelli della catena.

Deroghe alle norme in materia di concorrenza concesse alle organizzazioni dei produttori e alle organizzazioni interprofessionali

Le organizzazioni dei produttori e le organizzazioni interprofessionali riconosciute possono contribuire a rafforzare la posizione degli agricoltori e concorrere a rendere più efficiente la catena dell’approvvigionamento alimentare.

Il riconoscimento delle organizzazioni dei produttori da parte delle autorità nazionali è ampiamente utilizzato nel settore ortofrutticolo, in cui quasi il 50 % della produzione è commercializzato dalle organizzazioni dei produttori, ma anche nei settori del latte, della carne, dell’olio d’oliva e dei cereali. Nell’UE – principalmente in Francia e in Spagna – esistono inoltre 128 organizzazioni interprofessionali riconosciute.

Gli strumenti settoriali nel settore agricolo

La relazione conferma che gli strumenti settoriali specifici disponibili in ambito agricolo vengono effettivamente utilizzati a vantaggio degli agricoltori e del settore agricolo in generale:

la possibilità di concordare un meccanismo di ripartizione del valore su base volontaria nel settore dello zucchero è stata ampiamente sfruttata;

  • nel settore vitivinicolo sono state spesso utilizzate misure di stabilizzazione dei mercati;
  • nei settori dei formaggi e del prosciutto sono state introdotte misure di gestione dell’offerta destinate ai prodotti con denominazioni di origine o indicazioni geografiche protette.

Il contesto

Le norme UE in materia di concorrenza che vietano gli accordi sulla fissazione dei prezzi e su altre condizioni commerciali o sulla ripartizione dei mercati si applicano anche alla produzione e al commercio dei prodotti agricoli. Tuttavia, il regolamento sull’organizzazione comune dei mercati (“regolamento OCM“) prevede alcune deroghe all’applicazione di tali norme che riguardano tutti o alcuni settori agricoli o trattano alcune situazioni particolari.

La relazione pubblicata dalla Commissione è la prima che tratta specificamente l’applicazione al settore agricolo delle norme dell’Unione europea in materia di concorrenza.

Sulla base delle informazioni acquisite grazie alla relazione, la Commissione proseguirà, con le parti interessate del settore agricolo e con gli Stati membri, il Parlamento europeo e il Consiglio, il dialogo sulle future scelte politiche relative all’applicazione delle norme in materia di concorrenza al settore agricolo. La Commissione intende inoltre intensificare il monitoraggio del mercato, in particolare per quanto riguarda i contratti collettivi che segmentano il mercato interno.

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