Soffrono i consumi lattiero-caseari

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Non buone le notizie per il comparto lattiero contenute nel Report sui consumi alimentari elaborato da Ismea sui risultati delle indagini Nielsen (“vendite al dettaglio presso la distribuzione” e “acquisti delle famiglie”) e relativo al primo trimestre 2017. Dopo la lieve contrazione del 2016 (-0,6%), nel primo trimestre 2017 vi è stata una ripresa della spesa per l’agroalimentare, sostenuta esclusivamente dai prodotti confezionati provvisti di codice EAN (+1,6%).

I leitmotiv delle scelte merceologiche degli acquirenti, all’interno dei singoli comparti, continuano a essere, oltre alla sobrietà (meno atti d’acquisto e minori volumi) e all’attenzione al risparmio (ancora tanti gli acquisti in promozione), gli aspetti salutistici: buone infatti le performance per prodotti con farine integrali, frutta fresca e secca, yogurt super proteici tipo greco; ancora in calo invece gli acquisti di bevande alcoliche e gassate, di olio, di uova, carni, latte e formaggi.

Resta negativo il bilancio del comparto lattiero caseario: alla flessione registrata nel 2016 (-2,8%), si aggiunge quella del -3,7% dei primi tre mesi del 2017. Il comparto, che assorbe il 14,2% della spesa agroalimentare complessiva, continua a soffrire del trend negativo dei consumi di latte (che rappresentano circa un quinto del totale comparto) per i quali nel primo trimestre del 2017 si registra una contrazione della spesa del 3,3%, che investe sia il segmento del latte fresco (-5.3%) che quello dell’UHT (-2,3%). Anche la spesa per i formaggi, sulla scia di quanto osservato nel 2016, mostra generalizzate flessioni (-4,5% nel complesso), che investono tutte le categorie: in particolare i freschi segnano un -5,1%, i duri e i semiduri rispettivamente -4,8 e -4,7%, i molli -3,2%.

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