Verde il 2017 del Gorgonzola

Nel 2017 la produzione di Gorgonzola è cresciuta del 3,3% a volume (+151.560 forme) rispetto al 2016. In totale nell’anno appena trascorso sono state prodotte 4.732.715 forme, per il 69,4% (+4,64% rispetto al 2016) nelle provincie piemontesi (cinque più il territorio di Casale Monferrato) e per il rimante 30,6% nelle 10 province lombarde. La tipologia piccante rimane stabile all’11% del totale della produzione (518mila forme). La vendita in volumi chiude l’anno in diminuzione rispetto all’anno precedente (-2,6%). Dai dati forniti dai produttori diminuisce ulteriormente il formaggio Gorgonzola fresco venduto per la successiva stagionatura (pari al 3,6% della produzione). Tra le diverse tipologie prodotte vi sono stati significativi incrementi solo per il Gorgonzola “bio” che è cresciuto del 33% rispetto all’anno precedente, ma che non arriva neppure all’1% della produzione totale (circa 45mila forme).

Il consumo interno

L’identikit del consumatore italiano di Gorgonzola: ha 55 anni o più, vive nel Nordest e compra il Gorgonzola, preferibilmente di tipo dolce, in vaschetta take-away nel supermercato di fiducia.

Il 2017 ha visto aumentare i consumi nazionali di Gorgonzola dello 0,4% (fonte: GFK). Si tratta di un incremento contenuto che segue, tuttavia, anni di continua crescita.

Il numero di acquirenti è più alto al Nord (cresce in particolare del 2% il Nordest), ma al Centrosud si acquista in media di più per ogni atto di spesa. La fascia di età più rappresentata è quella dai 55 anni in su.

Iper e Super guadagnano oltre 3 punti, sia in valore che in volume, mentre diminuiscono sensibilmente i volumi discount, ambulanti e negozi tradizionali. Il take away continua a crescere in volume e penetrazione (nel secondo caso supera il 46%!).

Infine un accenno ai prezzi medi che rimangono invariati rispetto al 2016 e si aggirano intorno a 8,00 € per il Gorgonzola dolce e a 11,00 € per il piccante.

Il consumo all’estero

Dopo anni di rialzi, nel 2017 l’export ha segnato una lieve flessione pari a circa 270 tons rispetto al 2016 (-1,34%) (fonte Clal) imputabile anche alla flessione registrata in Germania, che dopo l’exploit dell’anno 2016 (+42%), si è riallineata agli anni precedenti, diminuendo i consumi di 587 tons (-10%). Crescono invece Francia (+5%), Svizzera (+8,4%) e anche Regno Unito, Spagna, Belgio e Svezia.

L’attività di vigilanza e tutela della denominazione

Lo scorso anno sono state realizzate 268 visite ispettive di vigilanza, di cui 63 relative ai prodotti composti sul territorio nazionale, in 9 regioni. Inoltre, sono state effettuate 524 campionature in Emilia-Romagna, Toscana, Marche e Umbria con redazione di 131 verbali di prelievo finalizzati ai controlli analitici previsti e prescritti dal disciplinare di produzione. A livello internazionale nell’ottobre 2017 a Dublino, in collaborazione con Interpol, il Consorzio Gorgonzola ha fornito, in qualità di private partner, informazioni, chiarimenti procedurali, informativi e di verifica, per l’operazione OPSON 7, “Operazione di verifica e controllo da parte degli Organi Pubblici in tutta l’Unione Europea sulla contraffazione”, condotta i tra dicembre 2017 e febbraio 2018 in 61 Paesi UE ed extra UE. Tale operazione è inserita nel piano dell’Unione Europea di contrasto e lotta alla contraffazione, alle potenziali frodi commerciali ed all’indebito sfruttamento della proprietà di marchio intellettuale.

Il Consorzio ha all’attivo registrazioni dei propri marchi in 65 Paesi (nell’anno 2016, le nazioni erano 60), dislocate a livello nazionale, europeo e internazionale. Se si calcola che gli Stati sovrani al mondo sono 196, la denominazione Gorgonzola ha una copertura pari al 33,2%.

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