La sostenibilità al centro del Dairy Summit 2021

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Torna il Dairy Summit, il più importante incontro italiano dedicato alla filiera lattiero-casearia, organizzato dalla casa editrice Tecniche Nuove. L’appuntamento è per la mattina del 10 novembre 2021 a Verona, in un’ampia ed elegante sala della fiera, ma i lavori si potranno seguire anche online.

Questa terza edizione dell’evento è dedicata alla “sostenibilità” della produzione lattiero-casearia, sostenibilità ambientale, economica, sociale, etica. Parleranno come sempre i maggiori esperti del settore e gli esponenti più rappresentativi del mondo politico, produttivo, sindacale, cooperativo, commerciale.

I contenuti delle discussioni del 10 novembre saranno arricchiti, come nelle edizioni 2019 e 2020 dell’evento, dalla contemporanea diffusione di uno Speciale della rivista Mark Up. Per saperne di più si può consultare il sito www.dairysummit.it

Poche le occasioni come questa

Ora, tutto questo non è cosa banale. Prima di tutto perché non si tratta soltanto di un convegno. I vari esponenti della filiera, infatti, grazie al Dairy Summit avranno la possibilità non solo di confrontarsi sul piano dei contenuti, ma anche di presentarsi: presentare le proprie innovazioni di prodotto, le proprie nuove strategie di acquisto, le proprie nuove modalità di rapporto con il consumatore.

Presentarle agli esponenti della controparte direttamente il giorno dell’evento, ovviamente, ma presentarle anche nei rilanci online e alla platea dei circa 150mila lettori dello Speciale.

Ma non è cosa banale anche perché di occasioni come questa, diciamocelo, ce ne sono poche. In genere, infatti, la vita del settore lattiero-caseario scorre in tutt’altra direzione: la gdo che si chiude al confronto, il politico che si nega, il super esperto che tiene i propri dati chiusi nel cassetto, i produttori che fanno prevalere le dinamiche della concorrenza su quelle del dialogo, l’innovazione di prodotto che si fa conoscere solo in ambiti ristretti e con una immotivata timidezza.

Con il Dairy Summit invece i cassetti si aprono, produttori e commerciali si parlano, i politici intervengono e spiegano, le informazioni si diffondono. Così è stato nelle felici edizioni 2019 e 2020 del nostro evento. E tutto lascia prevedere che così sarà anche in questo 2021, anno della ripresa e del rilancio.

Cos’è stata l’edizione 2020
Uno sguardo all’edizione dell’anno scorso del Dairy Summit ci permetterà comunque di farci un’idea più precisa su cosa vuole essere e cosa sarà l’edizione 2021 dell’evento. A questo scopo ci viene incontro il sito internet dedicato: www.dairysummit.it
Qui, per esempio, troviamo il link per assistere alla registrazione video delle relazioni e tavole rotonde andate in scena l’anno scorso: www.dairysummit.it/edizione-2020-video/
Ma troviamo anche l’intero Speciale 2020 di Mark Up, nella comodissima versione digitale sfogliabile. Il link per accedere a questo secondo documento è il seguente: https://bit.ly/3zEpt7k.

Contenuti avanzati

E poi non è cosa banale per via dei contenuti. Che sono avanzati, indagando le nuove tendenze della politica europea, come la produzione green e la sostenibilità, affrontando di petto le nuove sensibilità “etiche” dei consumatori nei confronti del cibo che scelgono, guardando come poi questi aspetti trovino riscontro sul campo.

Da tempo i produttori lattiero-caseari sanno che devono modificare le proprie strategie produttive e commerciali in modo da rispondere a queste nuove tendenze. E c’è chi si è già collocato da tempo all’interno di questi nuovi binari, chi sta sperimentando, chi è ancora in ritardo.

Il Dairy Summit 2021 permetterà a queste tre grandi categorie di produttori di far conoscere le proprie esperienze in merito, in modo da condividere il know how necessario per creare nuove occasioni di crescita e di sviluppo.

Né nasconderà i problemi. La sensibilità giornalistica che sta alla base di questo evento, tipica delle redazioni di Tecniche Nuove, impedirà di nascondere la polvere sotto il tappeto, eviterà che i contenuti si fermino a una semplice passerella autoreferenziale.

Se con il benessere animale siamo ancora in ritardo, il Dairy Summit ce lo dirà. Se i tentativi di ridurre l’impatto ambientale, nell’attività di allevamenti e industrie, sono ancora insufficienti, l’evento del 10 novembre non mancherà di sottolinearlo. Se le politiche di filiera vengono inutilmente ostacolate, dalle logiche di campanile o dall’incapacità di guardare anche al medio periodo o da altri lacciuoli, l’incontro lo denuncerà.

Lo farà perché, come gli imprenditori più avanzati sanno bene, anche dalla conoscenza dell’effettiva realtà, o dall’autocritica, possono nascere i fiori.

Carta del latte, la bussola dei lavori
Il settore lattiero-caseario, in Italia, sta facendo i conti con nuove dinamiche produttive e di mercato. Da una parte i produttori sono costantemente alla ricerca di un soddisfacente livello di redditività e sempre più spesso l’obiettivo viene raggiunto puntando con decisione sull’export. Dall’altra parte, il fronte della domanda avanza nuove richieste al mondo dell’offerta: il consumatore è sempre più attento non solo al prezzo, ma anche a nuovi requisiti di qualità e di servizio. Quando si parla di qualità si allude agli aspetti nutrizionali del prodotto lattiero-caseario ma anche a quelli etici. Il consumatore si mostra cioè sempre più orientato a preferire latte e latticini ottenuti nel rispetto dell’ambiente e degli animali. Una sfida che al Dairy Summit è stata accolta ed è sfociata nella Carta del latte, presentata nel 2019. Un manifesto di settore, o meglio una dichiarazione di intenti condivisa tra gli attori della filiera che ha l’obiettivo di garantirne un’adeguata crescita e che è sempre aperta alle proposte degli operatori. E lo sarà anche nel 2021.

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