Mi sono rotto…

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Fotolia_73625460_XXLIn un recente sondaggio, alla domanda “perché bere latte?”, la stragrande parte degli intervistati ha risposto: perché il latte è la migliore fonte di Calcio per le ossa. A dispetto delle numerose campagne anti-latte, la stragrande maggioranza degli stessi intervistati risponde di credere comunque nel grande valore nutrizionale del latte e, cosa più importante, di voler continuare a consumarlo. Statistiche confortanti… ma c’è da star tranquilli?

Una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica BMJ (ex British Medical Journal) sembra mettere in discussione questo importante aspetto nutrizionale. Tanto che gli autori affermano che l’assunzione di quantità crescenti di latte causerebbe nelle donne un corrispondente aumento del rischio di fratture al femore. Bere più di un bicchiere (200 mL) di latte al giorno rappresenterebbe già un significativo fattore di rischio. Il clamore suscitato dal mettere in dubbio uno dei dogmi nutrizionali del latte è testimoniato dalle decine di commenti arrivati alla rivista, anche per rilevare incongruità o debolezze della ricerca. Commenti che riportano l’opinione di medici, nutrizionisti, tecnologi alimentari e, per non farci mancare niente, anche il parere di bioingegneri.

Difficile trovare la quadra tra così tante opinioni, ma una cosa è certa: l’uomo non produce Calcio e deve quindi introdurlo con la dieta. Fatti salvi specifici fattori genetici e ambientali, è indiscutibile che chi assume questo minerale in quantità insufficiente è più soggetto a riduzione della massa ossea. Altrettanto sicuro è che, a tutte le età, il consumo di latte contribuisce a mantenere in buone condizioni le nostre ossa. Questo effetto benefico non è riconducibile al solo contenuto di Calcio del latte, è la “matrice latte” nel suo complesso che rende questo minerale così biodisponibile e utile per la salute delle ossa. Più di uno studio ha dimostrato la funzione positiva svolta da vitamina D, lattosio e Fosforo, costituenti fondamentali di questa “matrice”. Per non parlare dell’azione svolta da particolari fosfopeptidi (derivanti dalla caseina) nel favorire l’assorbimento intestinale di Calcio e la mineralizzazione delle cellule ossee. Insomma, una “matrice” che spiega perché l’assunzione di Calcio attraverso il latte risulta nutrizionalmente più efficace rispetto alla semplice somministrazione di una uguale quantità del solo minerale. Sebbene il tema sia complesso, la discussione sugli effetti di un bicchiere in più o meno di latte non può quindi porre in discussione l’importanza di latte e derivati nella nostra dieta e, perché no, sulla salute ossea. La campagna revisionista sul valore nutrizionale del latte non riesce ancora a convincere, ma non perde colpi… anche sul Calcio. Rischia però di diventare fine a se stessa. Se il femore potesse intervenire nel dibattito, forse direbbe “mi sono rotto…”.

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