
A fine dicembre, il gruppo biotech con sede a Cadorago (CO) ha acquisito l’uruguaiana BioInsumos. Inoltre ha completato l’integrazione di Sacco Brasil, sua divisione commerciale già operativa nel Paese. Le due società hanno preso rispettivamente il nome di Sacco System Uruguay e Sacco System Brasil.
La doppia acquisizione si inserisce nella strategia di crescita internazionale del gruppo. Presente in oltre 110 Paesi, Sacco System vanta un fatturato consolidato proforma atteso a 190 milioni di euro per il 2025 (+10% rispetto all’anno precedente). L’operazione apre nuove opportunità di sviluppo, consolidando la posizione di Sacco System tra i principali attori internazionali del settore.
Una strategia di espansione mirata
L’America Latina rappresenta un’area di interesse strategico per le aziende del settore biotecnologico e alimentare. La crescente domanda di soluzioni innovative, unita all’espansione del mercato dei probiotici e degli integratori, rende la regione particolarmente attrattiva per gli operatori internazionali.
Il comparto lattiero-caseario latino-americano, dove Sacco System sta consolidando la propria presenza, vale tra 45 e 55 miliardi di dollari e presenta una crescita prevista del 4,50% annuo fino al 2034. Lo sviluppo è sostenuto dall’espansione dell’agroindustria e dall’aumento sia dei consumi interni sia della domanda di ingredienti ad alto valore aggiunto.
L’acquisizione di BioInsumos (da oggi Sacco System Uruguay) consente a Sacco System di approfondire competenze locali, reti distributive già consolidate e la conoscenza delle dinamiche del mercato uruguaiano e dei paesi limitrofi. L’Uruguay, pur essendo un mercato di dimensioni contenute, rappresenta tradizionalmente una piattaforma importante per l’accesso a tutto il Mercosur, l’area di libero scambio che include Brasile, Argentina, Paraguay e altri paesi sudamericani.
Parallelamente, l’ingresso nel Gruppo di Sacco System Brasil testimonia l’importanza crescente del mercato brasiliano nelle strategie del gruppo. Il Brasile, con i suoi oltre 200 milioni di abitanti e un’industria agroalimentare tra le più sviluppate al mondo, offre opportunità di crescita significative sia nel settore lattiero-caseario che in quello dei prodotti fermentati e dei nutraceutici.
Rafforzare la presenza locale significa non solo incrementare la capacità produttiva e distributiva, ma anche avvicinare ricerca e sviluppo alle esigenze specifiche del mercato sudamericano, caratterizzato da peculiarità climatiche, normative e di consumo diverse rispetto all’Europa.
“L’investimento in Sudamerica conferma la volontà del gruppo di dare continuità alla propria visione globale, in un contesto particolarmente favorevole all’innovazione biotecnologica e all’espansione delle attività su larga scala” afferma Carlo Appennini, Executive Director Food di Sacco System. “L’esperienza maturata da BioInsumos e Sacco Brasil rappresenta in questo senso un valore aggiunto fondamentale. Questo ci permetterà di operare più vicino ai mercati locali, migliorando la nostra capacità di risposta e la personalizzazione delle soluzioni.”
I numeri della crescita di Sacco System
Sacco System presenta una struttura industriale e commerciale con una forte proiezione internazionale. Tale struttura si basa su una rete integrata di distributori, agenti e tecnologi e su un perimetro produttivo composto da otto stabilimenti e quattro laboratori distribuiti tra Europa, Asia, Australia, America Latina e Stati Uniti. In Italia il gruppo opera attraverso i siti di Cadorago, che ospita Sacco e Caglificio Clerici, Zelo Buon Persico, sede del Centro Sperimentale del Latte, e Camerino, dove ha base Synbiotec. La presenza estera si estende a Francia, Svezia, Stati Uniti, Singapore, Giappone e Australia, a conferma di un presidio diretto nei principali mercati di riferimento.
La struttura dei ricavi riflette una strategia di diversificazione geografica consolidata: il 65% del fatturato deriva dall’export. Il mercato italiano contribuisce per il restante 35%. L’America Latina si distingue per dinamismo, con particolare concentrazione in Uruguay, Brasile e Argentina, mentre il Messico rappresenta il principale contributore nell’area centroamericana.


