9 italiani su 10 amano il gusto dolce

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Oltre il 56% dei consumatori preferisce lo zucchero, il 12,2% ha una preferenza per i dolcificanti e quasi un terzo (31,1%) li alterna. Si consolida un approccio “plurale” alla dolcificazione; circa il 40% tra Gen Z e Millennials usa entrambe le opzioni

Secondo un’indagine[1] AstraRicerche per Eridania, il gusto dolce resta un elemento centrale nelle abitudini alimentari degli italiani. Tuttavia si vanno affermando modelli di consumo più articolati e consapevoli.

Chi sale e chi scende

L’88,4% degli intervistati attribuisce molta importanza ad aggiungere dolcezza nella propria vita. Il 76,4% poi dichiara di usare abitualmente zucchero o dolcificanti negli alimenti (con il 52,1% che lo fa con elevata frequenza).

Nonostante l’attenzione crescente verso le alternative, oltre la metà dei consumatori (56,8%) preferisce un uso esclusivo dello zucchero tradizionale. Il 12,2% predilige i dolcificanti e quasi un terzo (31,1%) li alterna senza una preferenza netta. Per il 73,9% degli italiani, inoltre, lo zucchero continua a rappresentare un elemento di gratificazione. Non a caso mantiene un alto livello di penetrazione (83% secondo i dati Nielsen Homescan 2025) tra le famiglie italiane.

Parallelamente, si consolida un approccio “plurale” alla dolcificazione: tra Gen Z e Millennials circa il 40% dichiara di alternare zucchero e dolcificanti, in un’ottica di maggiore equilibrio tra gusto e benessere.

Il quadro che emerge dalla flash survey è quello di un mercato in transizione, in cui le diverse categorie tendono a sovrapporsi e ad essere sempre più fluide.

Secondo le risposte degli intervistati, entro il 2030 il consumo sarà sempre più diversificato, con un paniere costruito su più soluzioni in funzione delle occasioni d’uso. Guardando alle preferenze, nella top 3 dei prodotti preferiti per il 2030, spiccano lo zucchero di canna e le sue selezioni (dark, integrale, ecc. scelti dal 53% degli italiani), lo zucchero classico (49,6%) e zucchero fine/finissimo (37,1%). Crescono alternative come la stevia (36,3%), lo zucchero con fibre (35,3%), l’eritritolo (31,9%), lo zucchero bio (31,2%) e il dolcificante zero calorie (25,4%).

Gli italiani e la dolcezza

Ad avere maggior bisogno di dolcezza secondo l’indagine sono i Millennials (in particolare le donne, 44%) e generazione X (37%) ma anche le famiglie con minorenni (39%) e del Sud (37%; Nord al 31%). Un’esigenza più spiccata per i tradizionalisti e gli edonisti (64%) e per i “moderni e gli innovativi” (61%) e chiunque abbia un legame con i bambini (63%).

La dolcezza si conferma per gli italiani anche un elemento culturale e relazionale. Il principale driver resta il miglioramento del gusto di cibi e bevande (47,9%), seguito dalla ricerca di piacere (29,4%) e dalla funzione di conforto nei momenti di stress (27,7%). Non mancano la dimensione rituale – come nel consumo di caffè o a colazione (23,6%) – e quella sociale, legata alla condivisione (21,2%). Il momento di consumo principale è la mattina (43,9%), seguito dal dopo cena ma per quasi un italiano su cinque non esiste un momento privilegiato.

Momenti irrinunciabili

I momenti di dolcezza rappresentano un elemento fondamentale nella vita quotidiana degli italiani, soprattutto quando condivisi con amici e famiglia: il 41,6% degli intervistati indica infatti il consumo o la preparazione di un dolce in compagnia come occasione irrinunciabile. Seguono la pausa caffè (32,8%) e il momento di conforto dopo una giornata difficile (30,1%), mentre risultano meno centrali le occasioni legate alla celebrazione di un successo (19,2%) e al recupero di energia dopo attività come sport, studio o lavoro (12,5%). La “coccola settimanale” si attesta al 21,5%.

Emergono differenze significative a livello socio-demografico: le donne mostrano una maggiore propensione a concedersi un momento dolce dopo una giornata negativa (34% contro il 26% degli uomini) e nella coccola settimanale (24% vs 19%). Gli uomini, invece, privilegiano la pausa caffè (36% vs 30%).

I numeri di Eridania

Eridania fa parte del gruppo Cristal Union e ha sede a Bologna. Eridania detiene una quota del 29% a valore nel totale mercato della dolcificazione e del 34% a volume considerando il solo segmento zucchero (fonte dati Nielsen, Totale Distribuzione Moderna, anno 2025). Vanta una brand awareness totale del 94% (fonte: analisi Nextplora) e top of mind in tutti i segmenti, dallo zucchero bianco allo zucchero di canna, fino alle specialità premium.

Il fatturato 2025 ammonta a 217 milioni di euro – comprensivi della commercializzazione dei prodotti della raffineria di Brindisi SRB. Impiega 177 dipendenti tra il sito pugliese e le sedi di Bologna e Russi. Quest’ultimo ospita il Centro di Confezionamento di Zucchero per il retail tra i più grandi d’Europa, con 9 linee di produzione che confezionano 130 milioni di chilogrammi nei 12 mesi. La logistica sviluppa numeri non meno importanti: ogni anno 5.000 container ricevuti, 5.000 camion caricati, oltre a 30 treni diretti al Sud per servire ogni giorno 900 clienti in tutta Italia.

Un commento


“Abbiamo avviato da tempo un cambiamento culturale in una categoria storicamente guidata dal prezzo – ha dichiarato l’amministratore delegato Alessio Bruschetta. – Oggi è fondamentale oltre a valorizzare la qualità, lavorare sulla specializzazione e sostenibilità per rispondere a un consumatore più consapevole. Eridania da sempre intercetta questi cambiamenti proponendo prodotti che rimangano fedeli al binomio qualità e innovazione con un occhio alla contemporaneità e alle abitudini degli italiani. Per questo ci rivolgiamo a ciascuno di loro, per dare ad ognuno la sua dolcezza”.


[1] Indagine Astraricerche realizzata ad aprile 2025 su un campione rappresentativo della popolazione italiana 18-70 anni, in modalità CAWI

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