A volte ritornano

1

Il ritorno del programma “Indovina chi viene a cena” su Rai 3 ripropone il collaudato abbinamento tra una psicologa, autrice della trasmissione, e un “noto” epidemiologo. Un habitué della trasmissione, che da anni ripropone le stesse opinioni immancabilmente senza il fastidio di un contraddittorio.

Non essendo una questione da bar, il titolo della puntata ‘Latte macchiato’ tradisce già l’impostazione pregiudiziale con cui i due protagonisti affrontano (da sempre) il tema latte. Fin dal retorico incipit della giornalista: “Qualcuno preferisce le mezze verità”. Peggio le mezze verità o le mezze non dette? Perché, e lo sa benissimo la psicologa, approfondire criticamente il rapporto tra alimentazione e salute è poco televisivo. Funzionano invece semplificazioni e slogan di parte. Di cui il consumatore vive e, purtroppo, si alimenta… in tutti i sensi.

Per questo alcune affermazioni meritano (di nuovo) un chiarimento.

(ri)Partendo dal tema IGF-1, un fattore di crescita. Secondo l’epidemiologo: “Il latte è molto ricco di IGF1… uno studio sul cancro alla mammella, uno sul cancro alla prostata, uno sul cancro all’intestino dimostrano che chi beve latte ha più recidive, una prognosi peggiore”. Uno, aggettivo numerale? Quindi tre singoli studi? È un consenso scientifico sufficiente? Perché non dire che le linee guida oncologiche internazionali non indicano di eliminare il latte. O che l’EFSA ha stabilito che gli ormoni presenti nel latte non rappresentano un rischio per la salute umana. Così come diverse revisioni sistematiche e metanalisi che non mostrano un aumento del rischio tumorale con il normale consumo di latte.

La mezza verità (non detta) è che il consumo di latte incrementa il livello di IGF-1 ematico in quantità irrilevante rispetto ai valori fisiologici. Non solo, molti alimenti incrementano il livello di IGF-1 in relazione al loro apporto proteico. Indipendentemente dalla fonte, animale o vegetale.

Ancora: “Non esiste una ragione nutrizionale per bere latte da adulti… neanche per l’apporto di calcio”. Il contrario di quanto consigliato dalle Linee guida nutrizionali di OMS e FAO. Certo, il latte non è indispensabile, ma rappresenta una fonte, spesso la principale, di questo e altri nutrienti.

L’epidemiologo (ri)torna a celebrare le proprietà “terapeutiche” del latte di montagna collegate al contenuto di CLA. In contrapposizione al vituperato latte intensivo di pianura. Senza dire che il CLA non è un nutriente essenziale e che, comunque, viene assunto solo attraverso il consumo di carne e prodotti lattiero-caseari (da animali ruminanti). Alimenti praticamente banditi dalle sue linee guida alimentari.

Potrei continuare. Mi fermo qui per ragioni di spazio. Ma vorrei ricordare alla conduttrice e al suo ospite che qualche anno fa l’Ordine provinciale dei medici di Milano coordinò il “Processo al latte”. Le conclusioni? Non esiste nessuna evidenza scientifica che un normale consumo di latte sia pericoloso per la salute. Nella trasmissione l’epidemiologo afferma che “I pediatri sono sempre stati come tutti i medici ignoranti sull’alimentazione”. Mi raccomando… non cambiate canale.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here