Compral Latte e Inalpi: la filiera del futuro

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Si è svolto presso la Palazzina di Caccia di Stupinigi, nell’ambito della 13ª Fiera di Stupinigi, il secondo appuntamento del convegno “La Filiera Compral Latte Inalpi, una solida realtà con lo sguardo rivolto al futuro”.

L’obiettivo del ciclo di incontri promosso da Compral Latte e Inalpi è raccontare una filiera capace di mettere in relazione allevatori, territorio, industria e ricerca, condividendo sia l’intento di produrre una materia prima di elevata qualità sia la volontà di farla evolvere nel tempo in risposta alle trasformazioni del mercato e, soprattutto, alle nuove esigenze dei consumatori.

Compral Latte, con sede a Cuneo, ha avviato la propria attività di raccolta nel 2010 e sta oggi affrontando la sedicesima campagna lattiero-casearia. La cooperativa conta 230 stalle conferenti distribuite nelle province di Cuneo, Torino, Alessandria e Asti e rappresenta oltre il 25% del latte raccolto in Piemonte. Ogni giorno vengono raccolti circa 6.500 quintali di latte, interamente conferiti allo stabilimento Inalpi di Moretta.

Una filiera integrata nella quale il latte non rappresenta un punto di arrivo, ma una materia prima dalla quale sviluppare nuove conoscenze, nuovi processi e nuove possibilità applicative. La ricerca diventa così uno degli strumenti attraverso cui Compral Latte e Inalpi guardano al futuro, con progetti che partono dal latte per esplorarne e valorizzarne componenti e caratteristiche anche in ambiti innovativi, come quello nutraceutico.

Ed è proprio il rapporto tra latte, ricerca e salute ad aprire una nuova prospettiva, approfondita nel corso dell’incontro da Giacomo Astrua, membro del Cda e nutrizionista di Inalpi Nutrition. “Da sempre il latte accompagna l’uomo nel sostenere la salute e nel contribuire a coprire i fabbisogni nutrizionali. Il suo profilo proteico è unico: le proteine sono ad alto valore biologico, ricche di aminoacidi essenziali, e si dividono in due frazioni caratterizzate da differenti velocità di assorbimento. Le sieroproteine vengono digerite rapidamente, mentre le caseine rilasciano gli aminoacidi in modo più graduale. Il latte, tuttavia, offre ulteriori componenti che possono essere oggetto di studio e valorizzazione. Tra questi i sali minerali, come potassio, sodio, calcio e magnesio, che contribuiscono alle caratteristiche nutrizionali della materia prima, e la lattoferrina, una glicoproteina presente nel siero del latte e capace di legare il ferro, oggetto di crescente interesse scientifico per il suo ruolo nel metabolismo del ferro e per le sue potenziali funzioni di supporto alle difese dell’organismo”.

Lo studio della lattoferrina rappresenta così un esempio concreto della direzione intrapresa dalla filiera: partire dal latte, conoscerne sempre più a fondo le componenti e, attraverso la ricerca, trasformare questa conoscenza in nuove opportunità di innovazione. Inalpi sta infatti portando avanti progetti di ricerca finalizzati ad approfondire il rapporto tra latte, nutrizione e salute, esplorando le possibilità offerte dalle sue diverse componenti. Un approccio che amplia il concetto stesso di filiera: non più soltanto una sequenza che porta dalla stalla alla trasformazione industriale, ma un sistema capace di generare conoscenza e innovazione lungo tutto il percorso.

La lattoferrina rappresenta, in questa prospettiva, uno dei possibili nuovi traguardi: un esempio di come una materia prima tradizionale come il latte possa diventare la base per sviluppare prodotti e applicazioni rivolti a nuovi ambiti della nutrizione e della nutraceutica.

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