Pesa la contrazione dell’import tedesco, in parte compensato dalle ottime performance di Francia e Spagna. In calo anche l’export verso Europa orientale e USA, mentre si aprono nuovi mercati in Europa e Nord America

Le esportazioni del 2005 di Gorgonzola Dop ammontano a 25.445 tonnellate, pari al 39% circa della produzione annuale (dati Clal). Il confronto con il 2024 fa registrare un lieve calo del 2,14%.
Diversi i fattori che hanno determinato la flessione secondo Antonio Auricchio, presidente del Consorzio per la Tutela del Formaggio Gorgonzola Dop. Per esempio, il clima di incertezza internazionale, la contrazione dei consumi su diversi mercati, gli aumenti della materia prima e dell’energia. “È un calo che non ci allarma, anche perché riguarda l’intero comparto. Non è certo indicativo di una minore affezione verso il Gorgonzola. Tuttavia si è accesa una spia rossa e se ci sono delle criticità vanno analizzate e comprese”. Per Auricchio, dunque, il tema del calo di competitività delle aziende produttrici esiste. E ciò è da imputare al clima di sfiducia dei consumatori su cui pesa una congiuntura internazionale instabile segnata da tensioni geopolitiche, protezionismo crescente e relazioni internazionali deteriorate dai troppi conflitti con il conseguente aumento dei costi energetici. “Il blocco dello stretto di Hormuz – prosegue Auricchio – non è da sottovalutare. Comporterà, infatti, un incremento dei costi energetici potenzialmente incontrollabile, anche nei tempi. C’è molta incertezza. E questo complica le scelte degli imprenditori, che sono naturalmente portati a pianificare sul lungo periodo, e angoscia i consumatori”.
Nessun allarme, dunque, ma una riflessione va fatta. “Occorre agire tutti insieme – conclude Auricchio – agricoltori, produttori, consorzi e classe politica per contrastare questo clima di incertezza e intervenire, laddove possibile, per sostenere concretamente le produzioni Made in Italy”.
Gli sbocchi
Tra i primi tre Paesi in assoluto per volumi di Gorgonzola Dop importati nel 2025, crescono la Francia (511.494 forme, +2,38%), che da sola assorbe circa ¼ dell’export globale, e la Spagna (175.580 forme, +3,17%). Crolla, invece, l’export verso la Germania (432.793 forme, -6,9%), secondo mercato estero per importanza. Calano le esportazioni di Gorgonzola anche verso i Paesi Bassi (90.737 forme, -16%). Analoga tendenza pure per quelle dirette verso i principali Paesi dell’Est europeo: Polonia (-1,9%), Romania (-15,7%) e Ungheria (-7,61%). Exploit al contrario per il mercato lettone (+153%) e danese (+25%).
Negativa la performance del Regno Unito: -6,58% (38.314 forme). Cresce dell’8,8% il Lussemburgo che con 113.952 forme importate diventa il quarto mercato di riferimento per il Gorgonzola su base mondiale.
Nel resto del mondo diminuisce l’export verso gli USA (31.440 forme; -2,62%) che nella seconda metà del 2025 hanno imposto dazi. Estremamente positivi, al contrario, sono i risultati in Canada (+113%). In Estremo Oriente si conferma il grande interesse per il Gorgonzola Dop da parte dei giapponesi, in grandissima maggioranza intolleranti al lattosio, che nel 2025 hanno importato 41.758 forme (+2,5%). Paesi con crescita a tre cifre nel 2025 sono stati Perù, Kazakistan e Vietnam.


