Grana Padano: spalmabile sul biennio il taglio produttivo del 2020

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Stefano Berni, direttore generale del Consorzio Tutela Grana Padano

Il taglio produttivo deciso nel corso del 2020, con l’obiettivo di riequilibrare l’offerta con la domanda di mercato, diventa meno oneroso. Ogni caseificio avrà la possibilità di diluire su due anni il calo produttivo del 3% che era stabilito per il 2020 in piena emergenza pandemica.

Come ha spiegato il direttore generale del consorzio di tutela, Stefano Berni, ogni consorziato potrà ridurre la produzione solo dell’1,5% anziché del 3% nel 2020, posticipando al 2021 il taglio del restante 1,5%. «Chi farà questa scelta dovrà comunicarla al consorzio di tutela entro l’11 gennaio 2021. La situazione di mercato è apparsa nel corso dell’anno meno preoccupante rispetto a quella che si attendeva nei mesi successivi alla piena emergenza con il lockdown».

 

Chi sceglierà di posticipare il taglio produttivo al 2021 dovrà ridurre, sempre nello stesso anno, la produzione di un ulteriore 1%. Resta in ogni caso l’obbligo di una decurtazione dell’1,5% nel 2020. Complessivamente, per mantenere in equilibrio la filiera del Grana Padano, ogni caseificio dovrà ridurre la produzione del 4% in due anni.

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