L’innovazione trascina l’export

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Le aziende italiane che puntano sull’evoluzione tecnologica hanno le carte in regola per competere sui mercati internazionali.

Secondo i dati della bilancia commerciale agroalimentare nazionale diffusi dall’ISMEA, nel primo semestre 2018 sono stati i formaggi freschi (+5,6% per un valore di 399 milioni di euro pari al 26% del totale comparto) e quelli stagionati (+2,9%, per 675 milioni di euro pari al 44% del totale comparto) a permettere alle esportazioni lattiero-casearie italiane di raggiungere i 1.518 mln di euro (+3,2 anno su anno). Il saldo commerciale del comparto, tuttavia, nello stesso periodo risulta negativo per 225 mln di euro, nonostante il leggero calo (-0,8% su base annua) dell’import totale agroalimentare. Forse influiscono l’embargo della Russia o un mercato globale molto instabile? Qualche raffreddamento a causa della Brexit? Presto per dirlo con certezza. Ma è lecito prevedere un nuovo impulso, soprattutto nel comparto impiantistico grazie all’iperammortamento (industria 4.0) che scade a fine anno.

Nuovi prodotti…

Le aziende italiane del lattiero-caseario, anche quelle piccole o medio/piccole, hanno capito che innovare aiuta la loro crescita economica e a diventare più competitive in ambito internazionale. E questo è vero soprattutto nel contesto attuale in cui continua a perdurare una forte volatilità del mercato per prezzi e tipo di domanda. Ma in quale segmento innovare e su quali direttrici? E quali le leve da usare per comunicare tali cambiamenti? Secondo l’ultimo rapporto Coop, le innovazioni di maggiore successo si concentrano proprio nel settore dei freschi (+31% delle vendite) e del freddo (+8%). In tale ambito i formaggi mostrano un progresso dello 0,5% e i latticini dello 0,8%. Analoga la tendenza per i gelati. Se è vero che gli italiani sono statisticamente molto propensi a sperimentale nuovi stili alimentari è altrettanto vero che sono molto attenti alla qualità degli alimenti e al benessere a tavola. Infatti, anche se il perdurare della crisi e dell’incertezza economica hanno fatto riscoprire strategie di risparmio, gli italiani non rinunciano a prodotti ad alto valore unitario, come quelli DOP/IGP, e salutistici (yogurt greco, prodotti senza lattosio) e fanno sempre più frequentemente attenzione alla sostenibilità.

… e impianti moderni

In linea di massima, le innovazioni tecnologiche del settore sono finalizzate, da un lato, a incrementare l’efficienza e la flessibilità produttiva, la salubrità e la qualità di prodotto e, dall’altro, a ridurre le non conformità e gli sprechi. Chi costruisce macchine e impianti ha investito in tecnologie “ecologiche”, per consentire ai propri clienti di risparmiare energia elettrica, frigorifera e termica. Le macchine più innovative puntano sulla flessibilità e sulla precisione, per trattare contemporaneamente prodotti diversi sfruttando al meglio la manodopera, risparmiando sui tempi di produzione e riducendo gli scarti e gli sprechi. Se in tema di consumi energetici molto è stato fatto per minimizzarli, altrettanto non si può dire di quelli idrici, nonostante già esistano tecnologie in grado di limitare l’abuso di una risorsa considerata ancora troppo scontata. La ricerca dei materiali migliori e il design igienico accurato hanno portato poi alla creazione di macchine che limitano drasticamente la contaminazione del prodotto finale. Mentre i controlli automatici, la facilità di utilizzo e un corredo di sensori e accessori sempre più ampio permettono di ottimizzare la produttività anche nei caseifici più piccoli.

Senza dimenticare, lo sviluppo di nuovi coadiuvanti, ingredienti e altri ausili tecnologici che consentono di produrre in modo più veloce elevando la qualità e garantendo la sicurezza alimentare. Per arrivare, infine, alle nuove formulazioni microbiche di protezione che consentono la produzione di prodotti freschi altrettanto sicuri, con shelf life più lunga e più adatti da esportare.

In sostanza, l’innovazione rimane un fattore chiave per la competitività e la crescita economica del settore lattiero-caseario. Anche se non è semplice capire quando e quale innovazione introdurre o implementare per accrescere la competitività del settore. Servono infatti risposte diversificate, a breve o lungo a termine per affrontare meglio i problemi e individuare le soluzioni per una produzione rispondente alle esigenze del consumatore che sempre più spesso sceglie prodotti provenienti da produzioni etiche, con alto valore salutistico, e rispettose dell’ambiente e del benessere animale. Indirizzi di innovazione tanto necessari quanto vincenti per il futuro di un comparto lattiero caseario che sappia soddisfare bisogni nuovi e anticipare le richieste del mercato.

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