Fattori di crescita

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L’anno che sta per chiudersi sarà ricordato anche per alcune importanti novità normative. A partire dall’attuazione del nuovo Regolamento UE 2015/2283 relativo alla produzione e alla commercializzazione dei cosiddetti “novel food”, cioè nuovi alimenti o ingredienti alimentari. Tuttavia, se chiedessimo a molti di cosa si tratta difficilmente ci troveremmo di fronte a risposte esaustive. Perché, per quanto tecnologicamente e nutrizionalmente innovativi, la maggior parte di questi prodotti o ingredienti non trova ancora una concreta presenza sul mercato o nelle nostre abitudini alimentari. Di fatto, diversi novel food derivano da componenti del latte mentre altri nuovi ingredienti, di derivazione non lattiera, trovano tra gli ambiti di utilizzo proprio i prodotti lattiero-caseari. Il risultato concreto potrebbe essere la possibilità di acquistare latte fermentato contenente estratto di cresta di gallo o idrolizzato di proteine di sardina. Sorprendente, ma non tanto se si considera che questi come molti altri nuovi ingredienti sono stati sviluppati per conferire nuove proprietà salutistiche al prodotto che li contiene. Esattamente quelle proprietà che il “moderno” consumatore oggi richiede agli alimenti, ma che spesso non conosce perché senza specifiche competenze e particolari riferimenti informativi, se non quelli che purtroppo gli derivano da chef, food blogger e web.

Con la stessa finalità salutistica è stato recentemente richiesto l’inserimento tra i “novel food” di un isolato di sieroproteine bovine per il quale, nel mese di luglio, EFSA ha espresso un parere positivo relativamente alla sua sicurezza d’uso. Un isolato contenente principalmente lattoferrina e lattoperossidasi, due proteine con una consolidata letteratura scientifica a supporto delle loro proprietà biologiche. Lattoferrina, peraltro già inclusa tra gli attuali “novel food”. L’aspetto innovativo di questo nuovo ingrediente è tuttavia legato alla presenza di un’altra sieroproteina. Minore per quantità, ma non importanza biologica trattandosi del TGF-β2, un fattore di crescita coinvolto nella stimolazione e riparazione di cellule epiteliali e embrionali, tessuti e, non ultimo, implicato nel controllo del sistema immunitario. Il (principale) valore salutistico di questo isolato risiederebbe proprio in questo fattore, soprattutto quando aggiunto a formule per la prima infanzia. Questo aspetto è molto interessante perché proprio i fattori di crescita, in particolare l’IGF-1, sono da tempo indicati tra i fattori (potenzialmente) associati a un aumentato rischio di insorgenza di alcuni tumori conseguentemente al consumo di latte in età adulta. Certo, i fattori di crescita non sono tutti uguali, per attività biologica e concentrazione, nel latte e nel sangue di chi lo consuma. Tuttavia, la proposizione di questo nuovo isolato ripropone l’importanza della ricerca sulle proprietà biologiche del latte. Ed evidenzia come il loro sfruttamento commerciale costituirà per molto tempo un sicuro “fattore di crescita” del settore.

 

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