Più facile esportare formaggi in Giappone

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12260Da fine del 2014, il Giappone ha cambiato lo standard per la Listeria monocytogenes, che ora si conforma alla vigente metodica internazionale applicata anche in Europa. La decisione agevolerà le esportazioni comunitarie in tale nazione di carni lavorate e formaggi che a valore eccedono il miliardo di euro.

Il contendere

La Listeria monocytogenes è un patogeno diffuso nell’ambiente. Nel 2009 il Codex Alimentarius ha definito i criteri microbiologici per la Listeria monocytogenes nei cibi pronti al consumo. Il Codex stesso ha dato anche la possibilità alle autorità competenti di definire limiti diversi dalla tolleranza zero purché associati a determinate condizioni in grado di garantire la sicurezza dei prodotti alimentari (“approccio alternativo”). La normativa UE permette la presenza di Listeria monocytogenes negli alimenti pronti al consumo purché il produttore possa dimostrare che il limite comunitario fissato non sia superato in tutta shelf life del prodotto. Ciò, in linea con gli standard internazionali. In precedenza il Giappone non aveva riconosciuto l’approccio dell’Unione europea, vietando tutti gli alimenti contenenti Listeria monocytogenes. La politica di tolleranza zero per tutti i prodotti aveva così causato incertezze e ritardi agli operatori europei e alcune partite di prodotti europei pur essendo sicure non erano potute entrare nel mercato giapponese. L’UE ha chiesto alle autorità giapponesi di riconsiderare la norma. La decisione presa dal Giappone a dicembre è il risultato di un dibattito approfondito tra l’UE e le autorità giapponesi competenti, di una visita di studio in Unione europea e di una ponderata valutazione del rischio in Giappone. La Commissione europea ha accolto con favore la decisione giapponese. Migliora in modo significativo l’accesso al mercato giapponese di prodotti a base di carne e di formaggi molli e semi-duri. La Commissione europea sta seguendo da vicino l’attuazione del nuovo standard giapponese per assicurarsi che non arrechi ostacolo alcuno al commercio. La Commissione europea e la delegazione dell’UE a Tokyo continueranno a lavorare insieme con le autorità giapponesi per eliminare eventuali ostacoli residui al commercio alimentare tra UE e Giappone.

Secondo il ministero italiano degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, per effetto di tale modifica, e a seguito di positivo scrutinio dei dati forniti alle autorità giapponesi da parte di numerosi stabilimenti interessati, 43 stabilimenti italiani (sui 51 inizialmente sotto osservazione) sono stati cancellati dalla “black-list” e potranno tornare a un normale regime di controllo nelle esportazioni dei propri prodotti.

 

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