Rischio di C. botulinum nelle infant formula

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Rischio di C. botulinum nelle infant formula

L’americana Reagan-Udall Foundation for the FDA (Fondazione) ha pubblicato un report che delinea una tabella di marcia basata su basi scientifiche per l’industria, i governi e i partner accademici al fine di affrontare il rischio di Clostridium botulinum nel latte artificiale in polvere per neonati. Elemento centrale di tale tabella di marcia è la necessità di comprendere meglio la presenza de spore di C. botulinum lungo tutta la filiera del latte artificiale, in modo da poter indirizzare gli interventi e massimizzarne l’efficacia.

Il rapporto “Applicare la scienza alla sicurezza del latte artificiale: spunti dai recenti richiami prodotto e dalle ultime ricerche su Clostridium botulinum fa seguito a una tavola rotonda tenutasi il 13 luglio. La Fondazione ha organizzato tale confronto per rispondere a una nuova sfida in materia di sicurezza alimentare. Prima dei recenti casi di botulismo infantile, le spore di Clostridium botulinum non erano considerate un rischio di contaminazione rilevante nel latte artificiale per neonati, sulla base delle valutazioni scientifiche del rischio e delle linee guida internazionali esistenti.

Il contesto

I recenti eventi hanno messo in discussione tale convinzione e sollevato nuovi interrogativi sulla presenza delle spore di Clostridium botulinum, su come e dove esse possano entrare nella catena di approvvigionamento del latte artificiale, su quali interventi siano efficaci per ridurre la carica batterica e su quali siano i metodi di analisi appropriati per identificare e verificare che il rischio sia gestito efficacemente.

I partecipanti alla tavola rotonda hanno concordato sul fatto che una chiara comprensione della presenza delle spore di C. botulinum lungo tutta la filiera del latte artificiale per neonati rappresenta la prima lacuna di dati da colmare. Attualmente, non vi è piena comprensione del punto e a quali livelli le spore possano essere introdotte o concentrate lungo la filiera, dalla produzione agricola alla lavorazione degli ingredienti e alla produzione del latte artificiale in polvere finito.

Per questa ragione, sebbene questa tavola rotonda si sia concentrata sui produttori di latte artificiale, il rapporto invita a coinvolgere i fornitori di ingredienti e le altre parti interessate lungo l’intera catena di approvvigionamento.

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