Stravej Nostral Piemonteis

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Vincoli con l’ambiente

Storico

Il paese di Marene si formò al tempo della dominazione longobarda (568-773), quasi di sicuro sui resti di uno dei tanti “pagi” di origine romana disseminati nel paludoso pianalto saviglianese. Dimostra ciò il frammento di una lapide custodita nel cimitero del paese, databile fra il VII ed il VIII secolo, e riconducibile alla celebre lastra del Gudiris di Savigliano. Quasi impossibile ai nostri giorni individuare il monumento di appartenenza: gli studiosi di fine Ottocento ritenevano che facesse parte di una stele commemorativa o votiva, oppure della pala di un altare della chiesa del luogo; indagini più recenti tendono invece a dimostrare che il reperto costituiva la parte centrale di una lastra tombale di maggior grandezza: ciò proverebbe l’esistenza in quel luogo di un cimitero con vicino una chiesa, come si usava nei tempi antichi. Delle scorrerie dei Saraceni e degli Ungari che ebbero luogo nel X secolo si ha un vivo ricordo non solo per le distruzioni, ma anche per alcuni vocaboli entrati nell’uso quotidiano.

A quest’ultima popolazione, oriunda della Pannonia, si deve forse l’origine del toponimo di Marene che, secondo il parere di taluni ricercatori, deriva dalla parola slava “maräne” formatasi attraverso una variazione dello slavo antico “marje”, cioè palude, acquitrino. Le prime notizie certe su Marene, comunque, risalgono all’atto di fondazione del monastero di San Pietro di Savigliano redatto il 12 febbraio 1028 dai coniugi Abellonio e Amaltruda dei signori di Sarmatorio. Il primo nucleo abitato del paese si formò verso il Mille nei pressi della chiesa parrocchiale: di esso è rimasto il ricordo nel gruppo di case ancora denominato “chiesa vecchia” nel catasto del Settecento. Un altro nucleo si sviluppò attorno alle mura dell’antico castello (del quale oggi resta solo la torre comunale) e prese consistenza a partire dal XIII secolo, periodo in cui le popolazioni dei piccoli borghi sentivano la necessità di porsi sotto la protezione di una grande città o di un potente feudatario per difendersi dai soprusi dei numerosi avventurieri e dalle scorrerie di eserciti invasori o di passaggio.

Fu così che nel 1225 Marene passò a far parte del comune di Savigliano. Nel Medioevo esercitarono diritti signorili su una parte consistente del territorio di Marene i vescovi di Torino. Nel Settecento furono realizzate in Marene alcune opere pubbliche di grande utilità, fra cui la costruzione della strada reale e l’ampliamento della strada per Savigliano. Con il conseguente aumento dei commerci si concretizzò lo sviluppo edilizio, già iniziato nel Seicento, che in pochi decenni assegnò al centro abitato l’attuale struttura.

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Geografico

Marene è costituito da circa 3100 abitanti, in larga parte provenienti da cultura contadina, anche se in pochi resistono ancora ancorati al territorio. La cultura però resta, così come le grandi cascine, tutte con chiesetta e storia millenaria legata a monasteri o feudatari. Alla bellezza e saggezza antica sono però oggi affiancate innovazione e imprenditorialità industriale. Il territorio di Marene (Cuneo) non è molto esteso: i suoi confini coincidono con quelli che erano della parrocchia all’epoca dello smembramento da Savigliano nel 1696 e racchiudono un territorio di 2893 ettari di terreno, quasi interamente coltivato e disposto in modo poco uniforme, così da imprimere varietà e originalità al paesaggio.

Orografia

Giungendo da Savigliano, dopo le ultime propaggini della Pianura Padana, si percorre per un tratto l’altipiano di Fossano, per ridiscendere, in direzione di Bra, nella valletta del rio Grione, stretta a mezza costa tra le colline di Cherasco e di Cervere, che ne tracciano il confine. La strada che solca l’altopiano in posizione panoramica, attraversa il comune in direzione nordsud, e mostra tutte le ondulazioni del terreno: è questa varietà, fatta dei colori rossi dell’argilla nei campi arati, o verdi delle colture, e di angoli nascosti e conosciuti da pochi, la ricchezza del territorio. Alle pendici del paese, inoltre, si vede la catena delle Alpi, da quelle Marittime, al Monte Rosa, passando per il centrale Monviso.

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Idrografia

A Marene sono presenti il Riasso e il Grione: questi corsi d’acqua, che convergono nella pianura, sono brevi, con scarsa portata media, magre accentuate in inverno e piene talora violente in corrispondenza dei periodi più piovosi.

Flora

Nel cuneese è presente una grande varietà di specie vegetali, alcune anche rare. La ricchezza della flora è da imputarsi alla presenza di correnti calde provenienti dal mare, che permettono la diffusione di specie tipicamente mediterranee (cisti, ginestre, lavande ecc.) in zone e a quote per loro inusuali, mentre il clima alpino favorisce la discesa di specie alpine a latitudini che ne costituiscono il loro limite meridionale: tale intreccio di condizioni climatiche così varie determina quindi l’esistenza di ampie zone di sovrapposizione tra specie aventi habitat diversi ed a volte addirittura opposti.

Nel territorio di Marene, in particolare alla Sperine Alta, si trovano querce secolari. Tra le specie endemiche più preziose e rare, sono da citare Berardia subacaulis, Helianthemum lunulatum, Phyteuma balbisii, Saxifraga florulenta che rappresentano reliquie di un’antichissima vegetazione dell’era cenozoica, pressoché completamente scomparsa e pertanto considerabili come veri e propri “fossili viventi”.

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