Sulle tracce preistoriche del latte in Toscana

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Ricostruzione funzionale di un bollitore per il latte nell’Archeodromo di Belverde

Nella bassa Valdichiana senese, tra Umbria e Toscana, fin dalla preistoria l’uomo di Neanderthal ha abitato alcune grotte del monte Cetona, lasciando traccia del suo passaggio. E tutta la zona parla di latte.

Alla scoperta della Grotta lattaia…

C’è una Grotta Lattaia, luogo sacro di fertilità. Il suo nome deriva dal fatto che alle acque sgocciolanti dalle stalattiti del soffitto (latte di monte) sono sempre state attribuite virtù galattofore, cioè di aumentare la secrezione del latte se bevute durante l’allattamento.
Gli scavi archeologici hanno rilevato numerose tracce dell’epoca romana (I secolo) consistenti principalmente in una stipe votiva alla divinità delle acque lattaie, con numerosi ex voti in terracotta (vasetti, pupi fasciati, mammelle) e monete di bronzo.
Gli scavi hanno messo in luce materiali preistorici che attestano una utilizzazione sporadica durante il Paleolitico probabilmente come rifugio occasionale anche da parte degli orsi della zona. E lì gli uomini e le donne preistoriche hanno lasciato bollitori per scaldare il latte e fare formaggi.

…e dei reperti conservati nel Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona

Un museo conserva tutto questo, il Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona, che documenta le varie fasi del popolamento umano nel territorio a partire dal Paleolitico fino alla fine dell’Età del Bronzo. Strettamente collegato al museo è il Parco Archeologico Naturalistico di Belverde dove è possibile visitare alcune delle cavità che si aprono nel travertino, quali la grotta di San Francesco, dove andava il santo a pregare, gli antri della Noce e del Poggetto, frequentate dall’uomo per scopi funerari o di culto, e i resti degli abitati all’aperto. L’Archeodromo di Belverde è uno spazio adeguatamente attrezzato come laboratorio didattico all’aperto, con la ricostruzione di un insediamento riferibile all’età del bronzo, una cavità naturale nella quale è allestito un abitato paleolitico.

La trasformazione del latte in una casa dell’età del Bronzo

Ci dice Maria Teresa Cuda, direttrice del Museo Civico di Cetona: “L’economia delle popolazioni dell’età del Bronzo, sul Monte Cetona come in altri luoghi, si basava essenzialmente sull’agricoltura e sull’allevamento. Il latte era una importante fonte di nutrimento, sia che provenisse da allevamenti ovicaprini che bovini. In molti siti italiani sono stati rinvenuti oggetti che attestano la lavorazione del latte mediante bollitura: si tratta di grandi contenitori con un diaframma interno che serviva a reggere un coperchio forato, attraverso il quale il liquido, una volta entrato in ebollizione, ricadeva all’interno del vaso, senza dispersione. Lo stesso principio, quindi, dei bollitori di alluminio o di acciaio in uso fino a qualche decennio fa, oggi caduti definitivamente in disuso dal momento che il latte viene messo in vendita solo dopo un trattamento di pastorizzazione.
Il  museo ospita bollitoi e contenitori per il latte. Alcuni sono stati ricostruiti nell’Archeodromo di Belverde, vicino all’omonima zona archeologica, che ospita una parte di un villaggio dell’età del bronzo, con capanne a grandezza naturale e aree per le attività artigianali, e un abitato in grotta del Paleolitico medio”.

Eventi nel breve
Giovedì 22 luglio alle ore 17.30 presso il Museo Civico per la preistoria del Monte Cetona, appuntamento con “Archeologia e film” con Massimo Vidale, archeologo dell’Università di Padova, e Dario Di Blasi, curatore di rassegne di cinema archeologico (ingresso libero). Domenica 25 luglio, sempre alle ore 17.30, presso il Centro Servizi del “Parco Archeologico Naturalistico di Belverde”, l’iniziativa “Umberto Calzoni a Cetona” con Chiara De Marco, dell’Università di Siena che presenterà un video sulle ricerche che l’archeologo Umberto Calzoni (1881-1959), che fu direttore del Museo Archeologico di Perugia che tuttora conserva, nella sezione preistorica, i reperti dei suoi scavi effettuati nelle grotte Belverde di Cetona (ingresso libero).

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