Ogni due anni, produttori, affinatori, cooperative, importatori, distributori del lattieri-caseario e ristoratori si ritrovano al Salon du Fromage et des Produits Laitiers. Ospitato al Paris Expo Porte de Versailles permette di scoprire il meglio dei formaggi e dei prodotti lattiero-caseari, provenienti dalla Francia e da tutto il mondo.
Vera vetrina della diversità e della creatività del settore, il salone mette in luce un’offerta ricca e variegata. Formaggi francesi, europei e internazionali illustrano la ricchezza dei territori e delle tradizioni lattiero-casearie; burri e altri prodotti lattieri completano questo panorama goloso. I prodotti di accompagnamento arricchiscono l’esperienza, offrendo una visione completa dell’universo del formaggio. Il salone presenta inoltre attrezzature e materiali per i professionisti, così come enti di promozione, stampa e servizi per i distributori.
Per tre giorni, il salone prende vita con un programma ricco di momenti salienti: conferenze e interventi di esperti sull’Agora, concorsi come la Lyre d’Or che premia i migliori plateaux di formaggi, oltre a workshop di degustazione.
Il salone accoglierà circa 8.500 professionisti e 300 espositori provenienti da una quindicina di Paesi.
Significattiva la presenza italiana che vede oltre 30 espositori. Tra questi, per esempio Caseificio Ghidetti, Caseificio Tomasoni S.R.L., Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano, Frescolat SRL, Igor SRL, Valsana SRL, Brazzale e Luigi Guffanti 1876 srl. Vi sarà inoltre un padiglione italiano organizzato da ICE – Agenzia Italiana per il Commercio Estero, che ospiterà 9 produttori.
Concorso Coup de Cœur
Al termine di una degustazione alla cieca che ha riunito una giuria di esperti internazionali, il Concours Coups de Cœur del Salon du Fromage et des Produits Laitiers svela i 10 formaggi (di cui 2 italiani) che segneranno l’anno 2026. Tra 175 prodotti in gara emerge una selezione specchio di un settore in piena evoluzione, tra eccellenza artigianale, creatività e maestria nell’affinatura.
Le tendenze
I consumatori cercano prodotti locali, produttori identificabili e metodi artigianali. La trasparenza non è più un valore aggiunto: conoscere l’origine, comprendere il processo produttivo e individuare impegni concreti diventa un criterio essenziale per l’acquisto. In un contesto di incertezze economiche e geopolitiche, tutte le generazioni – e in particolare la Generazione Z – si rivolgono a valori sicuri e marchi di fiducia. La tradizione rassicura, restituisce senso di controllo e porta stabilità nel piatto.
Nuove abitudini, stesso piacere
Se il piatto di formaggi talvolta si fa più discreto dopo il piatto principale, i formaggi continuano a conquistare attraverso nuovi utilizzi. In cucina, si affermano come ingredienti imprescindibili dei pasti conviviali: pizze, pasta, hamburger, quiche e gratin celebrano la mozzarella, l’Emmental e altri classici filanti.
I formaggi trovano spazio anche nello snacking, dai sandwich ai croque-monsieur, e si declinano in formati nomadi o mini-porzioni, rispondendo agli stili di vita dinamici di giovani professionisti, studenti e famiglie. Le occasioni di degustazione si moltiplicano: cena (35%), aperitivo-cena (24%), pranzo (15%), spuntino (9%) o anche colazione (2%). Perfino la Raclette e i formaggi da scaldare conquistano tutto l’anno, grazie alla loro praticità e accessibilità.
Il Salon du Fromage et des Produits Laitiers celebrerà questi usi durante il Grilled Cheese Challenge, martedì 8 giugno. Professionisti da tutto il mondo si sfideranno così attorno a questo classico del XXI secolo.
Vero gusto a prezzi accessibili
Le famiglie devono confrontarsi con un contesto economico e geopolitico complesso: inflazione alimentare, tensioni sulle materie prime e condizioni climatiche imprevedibili influenzano il budget per la spesa. Nonostante questa pressione, i prodotti lattiero-caseari – in particolare creme e formaggi DOP – resistono meglio di altre categorie.
I consumatori fanno delle scelte: quantità ridotte, spese più distanziate, attenzione ai prezzi… ma senza rinunciare al piacere né alla qualità. La dimensione gustativa rimane fondamentale: il 77% dei francesi considera il formaggio un piacere goloso e il 33% un prodotto indispensabile. Anche tra i giovani e le famiglie con reddito limitato, gusto e savoir-faire a volte prevalgono sul prezzo.
Di fronte all’inflazione, il piacere si concentra in casa. Formaggi e prodotti di gastronomia fine di qualità sfruttano appieno questa tendenza, offrendo ai consumatori un’esperienza autentica e golosa nella vita quotidiana.
Sapori senza confini: la creatività a tavola
I nostri piatti si aprono più che mai alla scoperta e al piacere. Oltre una nuova innovazione alimentare su due punta a questa promessa, con l’Europa in prima linea (53,6% delle novità). Anche le specialità lattiero-casearie seguono questa tendenza: un consumatore francese su due apprezza un vassoio che combina classici e nuove scoperte gustative.
Formaggi e prodotti lattiero-caseari innovano con una palette quasi infinita di ingredienti – frutta, erbe, spezie, tartufo, alghe, alcolici – e sfidano i codici tradizionali per stuzzicare vista, olfatto e gusto. I social network, con TikTok e Instagram in testa, amplificano queste creazioni in edizione limitata e ispirano gli appassionati di tutto il mondo.
Tra le tendenze da seguire: abbinamenti dolce-salato (“swalty”), sapori intensi e complessi, e combinazioni sorprendenti con cioccolato o tè. Una costante resta: il desiderio di esplorare e reinventare il piacere del gusto.
La sostenibilità come priorità
Nel 2026, il gusto non si limita più alle sole qualità sensoriali ma anche a criteri di responsabilità e sostenibilità. A livello internazionale, il 67% dei consumatori considera che “mangiare è un atto civico ”. Inoltre, il 28% dei francesi si aspetta che un vassoio di formaggi sia più rispettoso dell’ambiente o della stagionalità.
La filiera lattiero-casearia si impegna pienamente: agricoltura sostenibile, riduzione delle emissioni di gas serra, benessere degli allevamenti e pratiche rigenerative per la biodiversità. Dal lato dei produttori, gli sforzi si concretizzano in imballaggi ridotti, risparmio di energia e acqua, approvvigionamento locale e sviluppo delle energie rinnovabili.
Anche il latte biologico torna in crescita: dopo diversi anni di contrazione, la produzione aumenta grazie ai canali specializzati e alla ristorazione collettiva. Un chiaro segnale che qualità, gusto e responsabilità possono oggi andare di pari passo.


