Trattamento delle acque reflue

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Depurazione delle acque, il must di STA Società Trattamento Acque

STA Società Trattamento Acque propone molteplici soluzioni per il corretto recupero delle acque di lavaggio.

Nata dalla passione e dallo spirito imprenditoriale dei soci fondatori, che ancora oggi alimentano la società con stimoli e obiettivi, STA Società Trattamento Acque (www.stacque.com) consolida le proprie fondamenta nel 2010. Già da un decennio attiva nel campo del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti liquidi, nel 2010 acquisisce appunto un’identità più ampia e si propone al mercato italiano come esperta nel trattamento delle acque industriali e municipali grazie a una crescente struttura fatta di competenze, mezzi e attrezzature. Certificata secondo il sistema di qualità ambiente ISO 9001, ISO 14001 e BS OHSAS 18001 per il “sistema di gestione per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro”, impiega attualmente circa 160 addetti e dispone di 71 automezzi specificamente attrezzati. Ha un’equipe di ingegneri e tecnici con pluriennale esperienza e competenze che progetta varie soluzioni per il trattamento delle acque: dagli impianti di depurazione a fanghi attivi a schema classico o con funzionamento a ciclo discontinuo (SBR) agli impianti a biomassa adesa a letto fluido (MBBR), dai reattori integrati a comparti di filtrazione su membrana (MBR) ai sistemi di trattamento delle acque primarie.

Nel settore lattiero-caseario, gli impianti di trattamento STA depurano le acque reflue provenienti dagli scarichi della lavorazione del latte, dal lavaggio e dalla pulizia di locali, attrezzature e cisterne

Le varie formule impiantistiche sono personalizzate sulla base degli obiettivi dei clienti, e comprendono un servizio completo che permette all’utilizzatore di affidarsi a specialisti in qualsiasi momento. La gestione degli impianti di depurazione richiede competenze specifiche, per questo molte aziende hanno bisogno di esternalizzare il sistema di trattamento delle acque di scarico derivanti dalle attività produttive. STA subentra per gestire in outsourcing il sistema di depurazione delle acque di scarico del ciclo produttivo assumendosi tutti gli oneri derivanti dalla gestione dell’impianto di depurazione.

Nel lattiero-caseario, STA ha un’esperienza trentennale e propone impianti con diverse tecnologie e materiali, interrati o fuori terra che possono risolvere a 360° le varie esigenze. Le acque reflue, anche se prive di particolari agenti tossici, hanno un contenuto organico tale da dovere subire un trattamento depurativo per poter essere scaricate in fognature o corsi idrici superficiali nel rispetto del DL 152 del 2006.

Depurazione a fanghi attivi

I reattori a fanghi attivi con funzionamento a ciclo discontinuo (SBR) proposti da STA sono sistemi in grado di incorporare le diverse fasi di trattamento in un unico bacino. Si tratta di sistemi orientati nel tempo che permettono variazioni del flusso e del volume della vasca in accordo con strategie operative che possono variare nel tempo. Sono quindi reattori molto flessibili, potendo operare a regime intensivo, con elevati carichi in ingresso, oppure a regime minimo presentando una notevole resistenza agli shock dovuti agli improvvisi innalzamenti del carico organico durante la fase di alimentazione.

Gli impianti realizzati con tecnologia SBR (reattori batch) sono particolarmente adatti per il trattamento degli scarichi industriali, in quanto poco sensibili alle variazioni di carico idraulico e organico. In un sistema SBR il ciclo di trattamento è suddiviso generalmente in quattro distinti periodi temporali, cui corrispondono diverse fasi del processo: alimentazione, reazione, sedimentazione e scarico.

STA Società Trattamento Acque dispone di un parco automezzi attrezzato per gli interventi presso i clienti e di una qualificata equipe di ingegneri e tecnici

Fase 1: alimentazione e sedimentazione

Durante la prima fase (alimentazione), l’influente è inviato al reattore dove si miscela con la biomassa rimasta dal precedente ciclo. La determinazione del volume iniziale, cioè del volume di liquame presente nella vasca all’inizio della fase di alimentazione, dipende da diversi fattori, come: il tasso di sedimentazione dei fanghi, la concentrazione di biomassa e il tempo di ritenzione idraulica. Il volume utile occupato dal liquame in ingresso può variare sino al 40-50% del volume totale. Ciò significa che il liquame si diluisce e si equalizza in un volume iniziale di “mixed liquor” pari al 50-60% del volume totale.

Durante il periodo di riempimento è possibile prevedere diverse fasi operative, alternative o in serie. Si può effettuare l’alimentazione in condizioni di calma oppure operando una semplice miscelazione, o ancora combinando la miscelazione con l’aerazione. Per poter attuare in modo efficace tali strategie operative è necessario disporre di un sistema di aerazione e miscelazione estremamente flessibile, in modo da passare dalla semplice miscelazione all’aerazione a diversi livelli di intensità.

Al raggiungimento del livello massimo programmato, le fasi di aerazione e miscelazione avviate nel periodo di alimentazione sono completate nel periodo di reazione (fase due).

Fase 2: reazione

Come nella fase di alimentazione, anche in quelle di reazione possono alternarsi fasi anaerobiche, anossiche e aerate operando opportunamente sul sistema di aerazione. Questo determina due fasi di degradazione che possono interessare microrganismi ed enzimi diversi, i quali interferiscono tra loro rendendo efficace il trattamento depurativo senza generare effetti collaterali quali il “bulking”, il quale generalmente tende a comparire in determinate condizioni nei sistemi di trattamento tradizionali.

L’adozione di un processo batch provoca una concentrazione di substrato nel reattore mediamente più alta, rispetto a quanto avviene in un processo continuo a fasi, perfettamente miscelata (CSTR). Quindi, la velocità media di rimozione del substrato risulta più alta. In altre parole, più è elevata la concentrazione di substrato (inquinante) nel reattore biologico, maggiore è le velocità di degradazione del substrato stesso.

Fase 3: sedimentazione

Terminata tale fase, inizia quella di sedimentazione, che si realizza disattivando i sistemi di aerazione e miscelazione. A questo punto la situazione di quiete all’interno della vasca di ossidazione determina la precipitazione dei fanghi attivi sul fondo della vasca lasciando in superficie l’acqua depurata.

Fase 4: scarico del liquame chiarificato

Al termine della sedimentazione si procede allo scarico del liquame chiarificato. Il meccanismo di scarico della vasca è uno dei punti più delicati dell’impianto, in quanto è necessario garantire la buona qualità dell’effluente evitando lo scarico di biomassa o il trascinamento di solidi sospesi. L’allontanamento del fango di supero può essere effettuato in concomitanza alla sedimentazione, anche se spesso viene rimandato al periodo di attesa.

Il controllo del sistema proposto da STA è automatizzato mediante un apposito quadro di automazione e controllo, che gestisce la durata delle varie fasi di trattamento in relazione ai livelli in vasca e il funzionamento di tutte le apparecchiature elettromeccaniche (compressori, mixer, pompe di alimentazione, pompe di spurgo dei fanghi e pompe di scarico dell’effluente depurato).

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