Verso la transizione ad alimenti sostenibili

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A giugno la BEUC, l’organizzazione europea dei consumatori, ha pubblicato gli esiti di un sondaggio condotto tra ottobre e novembre 2019 sulla sostenibilità degli alimenti. A tale indagine hanno partecipato 12 organizzazioni UE dei consumatori in rappresentanza di 11 Stati membri.

BEUC ha individuato 9 evidenze nelle risposte degli intervistati.

Locale è sostenibile

Innanzitutto, i consumatori tendono a sottostimare l’impatto ambientale delle proprie abitudini alimentari, sebbene vi sia una certa consapevolezza dell’impatto delle abitudini alimentari in generale. In secondo luogo, quando si tratta di alimenti, per i consumatori “sostenibile” è sinonimo di rispetto dell’ambiente, senza OGM e pesticidi, e di locale, con alcune differenze nei vari Paesi. Terzo, oltre la metà dei consumatori afferma che i problemi di sostenibilità hanno una certa influenza (42,6%) o molta influenza (16,6%) sulle loro abitudini alimentari. Il prezzo, la mancanza di informazioni e la sfida di identificare le opzioni alimentari sostenibili, nonché la loro limitata disponibilità sono i principali ostacoli a un’alimentazione sostenibile.

Difficile cambiare abitudine

Secondo il BEUC, poi, due terzi dei consumatori sono propensi a cambiare le proprie abitudini alimentari per motivi ambientali, in nome della riduzione dello spreco alimentare casalingo, acquistando più frutta e verdura di stagione e alimenti a base vegetale. Tuttavia (e per fortuna) l’abbandono del consumo di prodotti lattiero-caseari rappresenta la sfida maggiore per i consumatori. E ancora gli europei intervistati non guardano con favore a insetti/carne sintetica come fonte proteica, preferendo fonti alternative vegetali come i legumi mentre il 40% afferma di aver ridotto il consumo di carne rossa per remore ambientali.

Supportare e valorizzare la filiera

Il sondaggio mostra inoltre come oltre un terzo dei consumatori (38,9%) sosterrebbe normative che obbligano gli agricoltori e i produttori di alimenti a soddisfare standard di sostenibilità più rigorosi. Ancora di più (53%) concordano sul fatto che gli agricoltori dovrebbero ricevere incentivi (quali sussidi) per produrre alimenti in modo più sostenibile.

Etichette chiare

La maggior parte dei consumatori (57%) vorrebbe che le informazioni sulla sostenibilità fossero obbligatoriamente riportate in etichetta. Tuttavia, l’idea di tassare alimenti meno sostenibili non è molto apprezzata dai consumatori (solo 1 su 4 concorda sul fatto che gli alimenti meno sostenibili dovrebbero essere tassati di più).

Infine, i consumatori si aspettano che i singoli governi assumano l’iniziativa di promuovere la produzione e il consumo di alimenti sostenibili, senza spostare l’asticella della sostenibilità alimentare verso il basso.

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