Una piattaforma che trasforma la sostenibilità in prove: così l’IA propone l’esperienza dei formaggi DOP in tutte le lingue del mondo
di Daniele Colombo
Una piattaforma tecnologica che unisce intelligenza artificiale (IA), dati tecnico-scientifici e tracciabilità per trasformare il disciplinare di produzione in uno strumento capace di dialogare con il consumatore. Su questa innovazione ha lavorato Carlo Alberto Carnevale Maffè, professore di Strategia e Imprenditorialità presso Sda Bocconi School of Management, che ne è stato estensore scientifico all’interno di un progetto finanziato dal Pnrr attraverso la Itec (Infrastrutture di innovazione) del Mur. L’infrastruttura, sviluppata dalla società Farm to Fork, partenariato privato con Diagram nel ruolo di capofila, insieme alle società B4ID, La Cenerentola e alla Fondazione Riccagioia per conto dell’Università di Torino, è destinata in particolare ai prodotti DOP e IGP, cioè a quelle produzioni che dispongono già di un disciplinare rigoroso.
Dopo la conclusione del progetto, avvenuta a fine giugno, entro il 2026 inizierà un’attività di presentazione ai principali consorzi di tutela e alle filiere produttive.

Il progetto
L’obiettivo non è creare una nuova certificazione green, bensì costruire una piattaforma che utilizzi le informazioni tecnico-scientifiche già esistenti per renderle comprensibili, verificabili e fruibili dal mercato. “Oggi c’è un sistema di intelligenza artificiale che legge il disciplinare e il contenuto tecnico aggiuntivo che il consorzio produttore intende proporre, lo traduce in tutte le lingue del mondo, genera immagini, filmati e spiega le caratteristiche distintive dei prodotti utilizzando i dati tecnico-scientifici di filiera raccolti grazie alla piattaforma”, spiega Carnevale Maffè.
Il sistema legge il disciplinare produttivo, integra i dati relativi al processo di produzione e li trasforma automaticamente in contenuti multimediali destinati ai consumatori internazionali. La piattaforma incorpora anche la misurazione rigorosa delle emissioni di CO2 e genera certificati relativi all’impronta di carbonio sotto forma di token digitali, oltre a dati completi relativi alla cerificazione Esg. Ma, secondo il professore, il vero elemento innovativo è un altro: non si limita a certificare il prodotto, bensì crea un collegamento continuo tra produttore e consumatore.
Accanto ai token ambientali vengono infatti rilasciati anche token esperienziali che registrano il contesto di consumo del prodotto: dove è stato degustato, con quali altri alimenti e in quale occasione. Si tratta di informazioni che ritornano ai produttori e consentono di comprendere meglio come il consumatore vive realmente il prodotto.
Dallo storytelling allo story proving
“Non è un progetto di certificazione del produttore, è un progetto che abbiamo ribattezzato From Fork to Farm, che informa la filiera su come l’esperienza del consumatore vive il prodotto”. Per Carnevale Maffè non si tratta quindi di un sistema pensato esclusivamente per certificare la sostenibilità, ma di uno strumento capace di trasformare dati tecnici in conoscenza utile per tutta la filiera.
“L’obiettivo è fondamentalmente passare dallo storytelling allo story proving”, vale a dire affiancare alle dichiarazioni di marketing una rendicontazione scientifica, tracciabile e verificabile dell’intero ciclo produttivo. La tecnologia è ancora in fase sperimentale, ma alcuni contatti preliminari sono già stati avviati e il progetto sarà presentato progressivamente alle filiere. Nei prossimi mesi partirà il confronto con i principali consorzi dei formaggi DOP, tra cui Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Gorgonzola e Pecorino Romano.



