Approvato il bilancio Parmalat 2015

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Clipboard01Nel 2015 in un contesto macroeconomico caratterizzato da una crescita modesta e discontinua si sono registrati contemporaneamente un rallentamento di alcuni Paesi emergenti e una instabilità del sistema dei cambi.

Nonostante la situazione dei mercati a livello internazionale viva ancora momenti di incertezza, il gruppo Parmalat ha continuato il suo percorso di sviluppo migliorando ulteriormente i principali indicatori economico-finanziari di business, come fatturato netto e margine operativo lordo, in particolare nelle consociate operanti negli Stati Uniti d’America, in Australia e in Europa.

Nel corso dell’anno è proseguito il piano di crescita per linee esterne attraverso l’acquisizione in America Latina del Gruppo Esmeralda (Esmeralda), che opera in Messico, Uruguay e Argentina, e in Brasile di alcuni asset di Lácteos Brasil S.A. – Em Recuperação Judicial (LBR), di Elebat Alimentos S.A. (Elebat) – divisione dairy di BRF S.A. – e di Nutrifont S.A.. In Australia il Gruppo ha finalizzato l’acquisizione della società Longwarry Food Park Pty Ltd (Longwarry) e in Italia del ramo d’azienda e del marchio Latterie Friulane.

Alcune delle attività acquisite, in particolare quelle brasiliane, hanno contribuito negativamente al risultato del periodo. Il gruppo ha impostato un processo di integrazione delle nuove società, con particolare attenzione al Brasile, e una riorganizzazione delle attività affinché possano esprimere appieno le potenzialità di sviluppo e un’adeguata redditività, pur in presenza di una congiuntura sfavorevole, sfruttando le sinergie e l’efficientamento che il gruppo è in grado di attuare.

In dettaglio, il fatturato netto è pari a 6.416,1 milioni di euro, in aumento di 868,5 milioni (+15,7%) rispetto ai 5.547,6 milioni del 2014. La variazione a tassi di cambio costanti e perimetro omogeneo – ottenuto escludendo le nuove attività acquisite nel corso del 2015 in Brasile, LBR ed Elebat, in Italia (Latterie Friulane), in Australia (Longwarry) e in Messico (Esmeralda) – ed escludendo gli effetti dell’iperinflazione in Venezuela, risulta in aumento di 468 milioni (+8,8%), nonostante nelle aree Europa e Nord America si sia registrata una contrazione del fatturato determinata principalmente dalla riduzione dei prezzi medi di vendita conseguente a un calo dei costi della materia prima latte rispetto all’anno precedente. Il margine operativo lordo si attesta a 444,5 milioni di euro, in aumento di 4,8 milioni (+1,1%) rispetto ai 439,7 milioni del 2014, nonostante gli effetti negativi determinati dalla contabilizzazione dell’iperinflazione del Venezuela.

I risultati delle principali aree geografiche

L’area Europa include le aziende operanti in Italia, Russia, Portogallo e Romania. Il fatturato netto si attesta a 1.093,5 milioni di euro e il margine operativo lordo è pari a 111,2 milioni di euro nel 2015. La significativa svalutazione del rublo nei confronti dell’euro, iniziata in particolare nell’ultima parte dell’anno precedente, ha comportato un impatto negativo sul fatturato e sul margine operativo lordo dell’area, rispettivamente pari a circa 29 milioni di euro e 1,5 milioni di euro.

A cambi e perimetro omogenei, i risultati mostrano un fatturato in calo del 2,5% e un margine operativo lordo in aumento del 2,7% rispetto all’anno precedente.

In Italia il mercato dairy ha fatto registrare una lieve contrazione dei consumi, soprattutto nel segmento latte. Nonostante ciò la consociata rafforza la propria leadership sia nel latte UHT che nel latte pastorizzato (considerando tutti i canali di vendita) anche grazie all’ottima performance del marchio Zymil, che ha guadagnato quote di mercato sia a volume che a valore. Nel segmento della panna UHT Parmalat conferma la prima posizione competitiva, aumentando la propria quota di mercato, soprattutto grazie al marchio Chef e al lancio della gamma di prodotti monodose Chef Les Voilà.

L’area Nord America include le consociate che operano in Canada e negli Stati Uniti d’America. Nel 2015 il fatturato netto ammonta a 2.448,5 milioni di euro e il margine operativo lordo è pari a 217,8 milioni di euro.

A cambi costanti, il fatturato netto dell’area risulta in calo del 4,7%, mentre il margine operativo lordo è in crescita del 4,8% rispetto all’anno precedente principalmente grazie al buon andamento della consociata americana.

Negli Stati Uniti d’America Parmalat ha conseguito ottimi risultati attraverso una significativa crescita dei volumi con un aumento del margine operativo lordo di circa il 30% rispetto all’anno precedente. Il comparto formaggi ha registrato un incremento dei consumi e in tale contesto la consociata conferma la leadership nei segmenti mozzarella da cucina, formaggi a crosta bianca e ricotta e mantiene inalterate le proprie posizioni competitive negli altri segmenti in cui è presente (mozzarella fresca, feta, formaggi snack e cheddar d’alta gamma). Negli spalmabili di alta gamma, Parmalat si assesta come seconda forza del mercato.

I buoni risultati della consociata sono anche il frutto della strategia di marketing posta in essere negli ultimi anni.

In Canada Parmalat registra maggiori difficoltà in quanto opera in mercati caratterizzati da una forte pressione competitiva, ma conferma comunque la seconda posizione nel mercato dei formaggi mantenendo una forte leadership nel segmento snack, grazie al marchio Cheestrings. Inoltre, la consociata mantiene inalterate le proprie posizioni competitive nel comparto del latte, incrementando la propria quota di mercato, e dello yogurt, anche grazie ai buoni risultati del lancio di Astro Athentikos.

L’area America Latina include le aziende operanti in Brasile, Messico, Venezuela, Colombia, Ecuador, Paraguay e altre minori. Il Gruppo ha rafforzato la propria presenza in Brasile – attraverso l’acquisizione di LBR (gennaio 2015) e di Elebat (luglio 2015) – ed in Messico, Uruguay ed Argentina con l’acquisizione del Gruppo Esmeralda nel corso del secondo trimestre dell’anno.

Nel 2015, escludendo l’effetto dell’aggiustamento per iperinflazione, il fatturato netto dell’area è pari a 1.338,4 milioni di euro e il margine operativo lordo si attesta a 85,5 milioni di euro.

A cambi costanti e perimetro omogeneo (escludendo LBR, Elebat ed Esmeralda) e senza gli effetti dell’iperinflazione, i risultati mostrano un fatturato e un margine operativo lordo in crescita rispettivamente del 98,4% e del 104,4%. L’effetto cambio negativo, determinato principalmente dal deprezzamento del bolivar venezuelano nei confronti dell’euro, risulta pari a circa 530 milioni di euro sul fatturato e 77 milioni di euro sul margine operativo lordo.

In Brasile, i risultati delle attività già in essere e delle acquisizioni realizzate nella prima parte dell’anno (LBR) hanno risentito dell’andamento economico sfavorevole del Paese, oltre che delle difficoltà nel riavviare le produzioni parzialmente sospese durante la  procedura concorsuale. L’acquisizione di Elebat, entrata nel Gruppo nella seconda parte dell’anno, ha dato un contributo positivo.

La consociata è leader di categoria nel mercato del latte UHT e si conferma secondo player nel comparto formaggi.

In Messico, il Gruppo ha conseguito risultati industriali positivi nel corso dell’esercizio rafforzando la propria presenza nel Paese grazie all’acquisizione di Esmeralda, operante nel mercato dei formaggi che nel 2015 si è distinto per essere uno dei mercati fra i più dinamici dell’intero comparto dairy.

In Venezuela la consociata registra una crescita soprattutto a seguito dell’adeguamento dei listini all’elevato livello di inflazione del Paese.

Nell’area Africa – che comprende le consociate che operano in Sud Africa, Zambia, Botswana, Swaziland e Mozambico – il fatturato netto si attesta a 418,2 milioni di euro e il margine operativo lordo ammonta a 35,4 milioni di euro nel 2015.

L’effetto cambio non è stato particolarmente significativo; a cambi costanti, i risultati dell’area mostrano un aumento del fatturato e del margine operativo lordo pari rispettivamente al 6,4% e al 3,2%.

Il buon andamento dell’area, rispetto all’anno precedente, è determinato da un incremento dei volumi di vendita favorito anche da maggiori disponibilità di materia prima latte.

In Sud Africa Parmalat conferma l’indiscussa leadership nel mercato del latte aromatizzato con il 52% di quota e nel mercato dei formaggi, registrando una performance positiva del marchio Parmalat nei segmenti hard cheese e processed slices. Nel latte UHT e nello yogurt conferma la seconda posizione del ranking.

In Oceania il fatturato netto ha raggiunto il miliardo di euro e il margine operativo lordo si attesta a 64,7 milioni di euro nel 2015.

Il dollaro australiano, mediamente stabile rispetto all’anno precedente, non ha comportato un effetto cambio particolarmente significativo sui risultati.

A cambi e perimetro omogenei, escludendo le nuove attività Harvey Fresh e Longwarry, si registra un fatturato netto sostanzialmente in linea rispetto all’anno precedente, mentre i volumi crescono del 3,8% in particolare a seguito del buon andamento della categoria latte aromatizzato e alla crescita delle vendite di latte UHT nel canale export.

Il margine operativo lordo, a cambi e perimetro omogenei, risulta in aumento dell’11,4%, grazie alle iniziative volte alla riduzione dei costi di distribuzione, al contenimento dei costi di struttura e al miglioramento del mix di vendita focalizzato sulle categorie a più alto valore aggiunto.

Parmalat si conferma leader di categoria nel latte pastorizzato e mantiene stabile le proprie posizioni di mercato nel latte UHT e nel latte aromatizzato, grazie alle buone performance dei marchi Oak e Rush. Nel comparto yogurt, in cui l’azienda ha lanciato Pauls Athentikos nel segmento greek, la consociata conserva la propria posizione di mercato, mentre nei dessert si rafforza come primo player.

Nel corso del primo trimestre 2015, il Gruppo ha acquisito la società Longwarry, operante principalmente nel business degli ingredienti, che consente anche di ottenere dei benefici nell’approvvigionamento delle materie prime latte per l’intera area australiana.

L’utile dell’esercizio è pari a 147,6 milioni di euro, in diminuzione di 57,6 milioni rispetto ai 205,2 milioni del 2014.

A perimetro costante ed escludendo gli effetti dell’iperinflazione in Venezuela, l’utile dell’esercizio risulta in aumento di 26,5 milioni.

Tale incremento è principalmente dovuto al miglioramento della gestione industriale e al maggior contributo della gestione non ricorrente ed è stato solo in parte compensato dai minori proventi finanziari per effetto di una diminuzione delle disponibilità nette e dei rendimenti sulla liquidità investita.

Le disponibilità finanziarie nette sono pari a 301,1 milioni di euro, in diminuzione di 818 milioni rispetto ai 1.119,1 milioni del 31 dicembre 2014.

Prevedibile evoluzione della gestione

Per il 2016 si prevede che il mercato dairy sia ancora caratterizzato da una sovrapproduzione di materia prima in una dinamica analoga a quella che ha determinato il calo diffuso del costo della materia prima nel corso del 2015.

In tale contesto, le priorità delle controllate storiche del gruppo saranno l’attenta politica di prezzo, ponendo particolare attenzione alle dinamiche con i retailer e ai maggiori concorrenti; il mantenimento del focus sull’efficienza del sistema industriale anche attraverso un forte impegno di aggiornamento tecnologico e il miglioramento della capacità di innovazione nei prodotti.

Per le realtà di recente acquisizione in America Latina e Australia che risentono delle specifiche criticità dei mercati di riferimento, la priorità è rappresentata dai processi di riorganizzazione finalizzati alla loro integrazione, all’allineamento agli standard qualitativi del gruppo e al raggiungimento dei risultati attesi.

I risultati di Parmalat S.p.A.
Nel 2015 l’utile dell’esercizio è stato pari a 65,3 milioni di euro, in aumento di 4,3 milioni rispetto ai 61 milioni di euro del 2014. La variazione è principalmente dovuta al miglioramento della gestione industriale e al maggior contributo della gestione non ricorrente, parzialmente compensato dal decremento dei proventi finanziari netti (scesi da 17,8 milioni di euro a 10,1 milioni di euro sia per minori giacenze che per la flessione dei tassi di interesse) e dai minori dividendi e proventi da partecipate (11,3 milioni di euro contro 25 milioni di euro del precedente esercizio). Le disponibilità finanziarie nette sono pari a 136,8 milioni di euro, in diminuzione di 622 milioni rispetto ai 758,8 milioni di euro a fine 2014. La variazione è principalmente dovuta al supporto finanziario fornito a controllate estere e finalizzato al completamento delle acquisizioni in America Latina (Esmeralda e divisione dairy di BRF). Le disponibilità e le attività finanziarie residue sono depositate a vista e a breve termine presso controparti appartenenti a primari gruppi bancari.

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