Brexit: per l’industria meglio un’unione doganale

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In vista della riunione del Consiglio europeo di oggi e domani, l’associazione europea FoodDrinkEurope ha sottolineato l’importanza per l’industria europea alimentare e delle bevande di mantenere gli attuali modelli di produzione integrata e di fluidità commerciale. L’analisi e le consultazioni condotte dall’associazione, infatti, indicano che ciò sia possibile grazie all’allineamento della normativa alimentare e all’unione doganale tra UE e Regno Unito. Nel 2016, le esportazioni di alimenti e bevande dell’UE27 nel Regno Unito ammontavano a 31 miliardi di euro, mentre il Regno Unito ha esportato 13 miliardi di euro nell’Europa a 27, e questo ha assicurato il lavoro a 4,24 milioni di europei. Le importazioni e le esportazioni tra l’UE-27 e il Regno Unito sono essenziali per il funzionamento di complesse catene di approvvigionamento. Una produzione puntuale su entrambi i fronti dipende da scambi fluidi di ingredienti e materie prime. Interrompere questi accordi commerciali consolidati avrebbe un impatto molto più significativo sui consumatori in termini di accesso agli alimenti rispetto a quello ipotizzato dalle statistiche. Per questo, in una nota, l’associazione auspica la prosecuzione dell’attuale allineamento normativo tra il Regno Unito e l’UE27 al fine di scongiurare nuovi oneri normativi e amministrativi nonché lunghi controlli e ispezioni alla frontiera. Inoltre, secondo FoodDrinkEurope, piuttosto che la stipula di un accordo di libero scambio sarebbe meglio instaurare un’unione doganale tra UE e UK. Solo così si potrebbe garantire non solo certezza alle imprese nel lungo termine ma anche l’accesso reciproco al mercato a prodotti agroalimentari esenti da dazi, eliminando la necessità di una frontiera in territorio irlandese.

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