Continuità necessaria per la politica agricola UE

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La Commissione ha proposto di prorogare l’attuale quadro normativo e di continuare a finanziare la politica agricola in base agli importi proposti per il QFP (quadro finanziario pluriennale) per il periodo successivo al 2020. Il regolamento transitorio proposto mira a fornire certezza e continuità nella concessione del sostegno fino all’entrata in vigore della nuova PAC.  Le norme proposte per il 2021 partono dal presupposto che l’entrata in vigore della nuova PAC – inizialmente prevista per il 1° gennaio 2021 – sarà posticipata di un anno.

Difesa del clima e tutela dell’ambiente al centro

Pertanto agli Stati membri sarebbe offerta la possibilità di prorogare di un anno i rispettivi programmi di sviluppo rurale, fino alla fine del 2021. La Corte dei conti europea ha esaminato se le norme proposte siano chiare dal punto di vista giuridico e finanziariamente prudenti, analizzandone anche le implicazioni per la PAC post 2020. La Corte sottolinea che gli Stati membri dovrebbero continuare ad affrontare le problematiche climatiche e ambientali puntando a livelli di risultato almeno pari, se non superiori, a quelli perseguiti fino ad ora, utilizzando eventuali nuove risorse finanziarie secondo le vecchie norme. La Corte osserva inoltre che si è prestata un’attenzione crescente ai pagamenti erogati ad agricoltori che non sono realmente tali ma che acquistano terreni agricoli per ricevere i pagamenti PAC; invita la Commissione e i responsabili delle politiche a usare l’anno supplementare per valutare i rischi correlati e la necessità di rivedere i criteri stabiliti nelle proposte legislative relative alla PAC post 2020. Precisa infine che la valutazione ex post dell’attuale periodo è rinviata alla fine del 2026; ne consegue che la Commissione preparerebbe la propria proposta per la PAC successiva al 2027 senza aver pienamente valutato la performance della PAC del periodo 2014‑2020.

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