Corte dei conti UE: poco mirato il sostegno alle filiere food durante il Covid

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L’UE ha prontamente reagito alla minaccia che la pandemia di COVID-19 ha rappresentato per le catene di approvvigionamento agricolo. Le diverse misure adottate dall’UE hanno contribuito a limitare le perturbazioni nel settore agroalimentare.

Secondo le conclusioni di una relazione della Corte dei conti europea, il sostegno dell’UE sarebbe tuttavia più efficace, in caso di crisi simili future, se fosse concentrato sui settori e sugli agricoltori che ne hanno più bisogno.

Il perimetro dell’indagine

Nel quadro della valutazione, la Corte ha esaminato gli orientamenti dell’UE, le misure di sostegno eccezionali, le misure di mercato e gli aiuti di Stato. Ha altresì verificato l’attuazione delle misure UE in cinque Stati membri (Grecia, Spagna, Francia, Polonia e Romania), che rappresentavano il 69% degli importi assegnati a titolo di aiuti eccezionali. L’audit ha riguardato il 2020 e 2021, anni durante i quali è stata attuata la maggior parte delle misure introdotte.

Le ripercussioni della pandemia

La pandemia di COVID-19 ha avuto ripercussioni sulle catene di approvvigionamento agricolo dal produttore al consumatore e ha ostacolato il trasporto di prodotti, in particolare attraverso le frontiere. I supermercati hanno avuto difficoltà di approvvigionamento. In tutta risposta, l’UE ha introdotto diverse misure, emanando tra l’altro orientamenti per garantire l’efficienza della catena di approvvigionamento alimentare nell’UE, classificando i lavoratori stagionali come “essenziali”, concedendo sostegno diretto agli agricoltori e alle PMI e agevolazioni sugli aiuti di Stato e varando misure eccezionali di intervento sui mercati.

“La crisi causata dalla COVID-19 ha duramente colpito il settore agroalimentare europeo” ha dichiarato Joëlle Elvinger, il membro della Corte dei conti europea responsabile dell’audit. “Purtroppo, non è stata l’unica: anche la guerra di invasione russa in Ucraina ha messo a dura prova la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare nell’UE. Ci auguriamo che il nostro lavoro possa contribuire a migliorare le misure che l’UE adotterà in caso di future crisi per sostenere il settore agroalimentare e a renderle più mirate”.

La tempestività delle soluzioni

Nella relazione, gli auditor dell’UE sottolineano la tempestività della risposta dell’UE. Proprio all’inizio della pandemia, la Commissione europea ha pubblicato gli orientamenti sulle corsie verdi (“green lanes”) per far viaggiare le merci attraverso le frontiere e ha contribuito a garantire la libera circolazione dei lavoratori stagionali, limitando così le perturbazioni nel settore agroalimentare. Analogamente, ha rapidamente mobilitato 712 milioni di euro nel quadro delle misure di sostegno diretto riassegnando eccezionalmente i fondi per lo sviluppo rurale (FEASR) non utilizzati e versando fino a 7 000 euro per agricoltore e 50 000 euro per PMI. Infine, dato che i bilanci nazionali erano in prima linea per finanziare la risposta alla pandemia, l’UE ha rapidamente varato misure per agevolare gli aiuti di Stato. Tuttavia, il livello del sostegno pubblico è stato molto diverso da un Paese dell’UE all’altro. A giudizio degli auditor dell’UE, ciò potrebbe aver falsato la concorrenza.

Allo stesso tempo, il sostegno diretto non è stato mirato a sufficienza ai soggetti che ne avevano più bisogno. Molti paesi, tra cui Polonia, Romania, Grecia, Italia e Spagna, hanno aiutato gli agricoltori di un determinato settore indipendentemente dalle perdite subite. Alcuni agricoltori hanno così potuto beneficiare del sostegno anche se la crisi non li aveva  colpiti.

Limitato utilizzo dei fondi stanziati per l’ammasso privato

La Commissione aveva previsto che i mercati delle carni e dei prodotti lattiero-caseari sarebbero stati colpiti più duramente e ha introdotto una misura a sostegno dell’ammasso privato in tali mercati. Tale misura consentiva il ritiro temporaneo dei prodotti dal mercato per un periodo da due a sei mesi.

L’aiuto per l’ammasso privato nei settori lattiero-caseario e delle carni è stato inferiore a 10 milioni di euro (quasi metà dei quali per il burro). Gli strumenti per l’ammasso privato di burro e formaggi sono stati utilizzati rispettivamente da 16 e 15 Stati membri, mentre meno della metà degli Stati membri ha presentato domanda di aiuti per la carne e il latte scremato in polvere.

Fonte: DG AGRI-spesa FEAGA, 2020-2021

Per quanto riguarda i formaggi, le autorità francesi hanno dichiarato che l’attuazione della misura di ammasso privato era limitata ai prodotti già conferiti all’ammasso, per cui hanno utilizzato solo il 37% della dotazione. Questo secondo la Corte indica possibili lacune nella concezione delle misure, ad esempio dovute alla mancata valutazione del fabbisogno prima dell’introduzione delle misure.

Fonte: relazione speciale 09/2023 della Corte dei conti UE “Sicurezza delle catene di approvvigionamento agricolo durante la pandemia di COVID-19 – La risposta dell’UE è stata rapida, ma gli Stati membri non l’hanno applicata in modo sufficientemente mirato”