FoodDrinkEurope lamenta l’inerzia della Commissione in materia di etichettatura d’origine obbligatoria

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In una nota FoodDrinkEurope (organizzazione europea che raggruppa l’industria alimentare e delle bevande) ha espresso la sua delusione per l’esito del dibattito sulle norme nazionali di etichettatura obbligatoria d’origine avvenuto nel corso del Consiglio AGRIFISH del 18 luglio.

Nonostante l’invito del ministro belga, sostenuto da un numero crescente di Stati membri (quali Germania, Repubblica ceca, Paesi Bassi e Lussemburgo) alla Commissione di valutare l’impatto di tali misure nazionali esistenti, la Commissione europea non ritiene sia necessario procedere con urgenza.

La Commissione ha solamente chiesto agli Stati membri coinvolti di fornire risposte entro la fine delle previste “misure transitorie”. La Commissione – lamenta FoodDrinkEurope nella nota – non ha neppure fornito alcuna risposta soddisfacente in merito al rispetto della normativa UE in materia di etichettatura dei prodotti alimentari da parte di tali misure nazionali, mentre vi sono chiare indicazioni che non sia così.

Nel frattempo, le aziende che esportano per esempio in Francia – Paese in cui l’etichettatura d’origine obbligatoria è in vigore dalla scorsa estate – stanno già subendo un calo del business come diretta conseguenza delle norme nazionali. Per questo FoodDrinkEurope chiede alla Commissione di intervenire urgentemente.