I consorzi di tutela siglano “il patto di Alghero”

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assemblea formaggi afidop alghero 18.6.2016Al termine dell’assemblea Afidop di sabato è stato siglato il “Patto di Alghero” tra i consorzi di tutela, con l’obiettivo di fare squadra sia sul fronte della difesa delle denominazioni di origine sia per incentivare l’innovazione di filiera. Tra i promotori, il Consorzio del Pecorino romano, quello del Pecorino sardo ma anche del Parmigiano reggiano, del Grana padano, dell’Asiago e del Gorgonzola.

I lavori

Nel pomeriggio l’assemblea di Afidop ha approvato il bilancio 2015. Nel corso della riunione si è discusso anche delle attività 2015 e dell’anno in corso, con la partecipazione alle più importanti fiere internazionali (tra queste il Gulfood di Dubai e il Sial di Parigi), il più importante momento di promozione dei prodotti caseari italiani. Nel 2015 Afidop ha poi finanziato un progetto di informazione sulle Dop, visto che mancava un riferimento bibliografico internazionale elaborato dall’Italia. All’assemblea hanno partecipato il viceministro delle Politiche agricole, Andrea Olivero, l’assessore dell’Agricoltura Elisabetta Falchi e i presidenti di numerosi organismi di tutela. La Sardegna era rappresentata dal Consorzio del Pecorino romano (con il presidente Salvatore Palitta), del Pecorino sardo (Nino Mura) assieme a vari vertici di aziende lattiero-casearie isolane.

Alcuni commenti

«In questo delicato momento per il comparto – ha premesso Palitta nel suo intervento all’assemblea Afidop – occorre più collaborazione tra gli organismi di tutela, soprattutto per vigilare contro l’Italian sounding e per intensificare i controlli. Una sinergia che assume rilevanza sia all’interno dei confini nazionali sia quando lavoriamo con l’estero. Spesso i sistemi di controllo non sono efficaci quanto dovrebbero su quelle produzioni che richiamano marchi e prodotti Dop. E ancora più spesso sono frammentati tra troppi enti e non esiste un riferimento certo: in questo occorrerebbe un’authority e un maggiore coordinamento tra gli stessi ministeri, per esempio tra Sviluppo economico e Politiche agricole».  A questo proposito Palitta ha citato l’esempio del “Cacio romano”, che richiamava in qualche modo il Pecorino romano, registrato al Mise ma non al MiPaaf, poi bloccato. «Di recente abbiamo bloccato falsi prodotti in Argentina e negli Stati Uniti ed è stato più facile districarsi tra le norme di quei Paesi piuttosto che in Italia».

Una proposta, quella di Palitta, che era stata anticipata nella sua relazione dal presidente di Afidop Cesare Baldrighi: fare rete tra tutti i soggetti del comparto lattiero caseario puntando sull’interprofessione; realizzare un coordinamento tra i consorzi di tutela nell’ambito dell’innovazione; rafforzare la tutela dei formaggi a marchio di origine sono state le tre direttrici dell’intervento di Baldrighi, che è anche presidente del Consorzio del Grana Padano. «Il primo passaggio al quale noi di Afidop dovremmo lavorare – ha detto – è di intraprendere un percorso comune insieme ai diversi protagonisti della filiera lattiero-casearia nazionale per sostenere la costituzione di un soggetto interprofessionale, che potrà svolgere fondamentali ruoli di governo del settore, come la ricerca di nuovi mercati, la valorizzazione della produzione, la promozione del dialogo nella filiera, la gestione delle emergenze. Una seconda operazione potrebbe essere quella di realizzare un coordinamento tra i diversi consorzi di tutela per portare avanti azioni in comune nell’ambito dell’innovazione, sfruttando i bandi del Psr 2014-2020. E infine, potremo individuare quelle azioni quotidiane che ci vedono impegnati sul fronte della tutela e della vigilanza».

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