Latte al trancio

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Gli stili alimentari cambiano anche perché cambia il nostro rapporto con il cibo. Difficile stabilire se questi cambiamenti sono il risultato di una maggior consapevolezza della relazione esistente tra ciò che mangiamo e la nostra salute. O solo la conseguenza di un’attenzione esasperata nei confronti del cibo che porta a escludere senza motivo taluni alimenti dal nostro regime alimentare. A prescindere dalle motivazioni, questi mutamenti hanno coinvolto (e spesso travolto) anche i diversi momenti di consumo. A partire dalla colazione, in cui da sempre trova spazio il latte, non solo per tradizione ma anche per evidenti ragioni nutrizionali.

E se invece fosse meglio iniziare la giornata con un trancio di pizza? Secondo Chelsey Amer, una nutrizionista americana, una fetta di pizza potrebbe infatti essere un’opzione alimentare mattutina più sana rispetto a una tazza di latte e cereali. L’idea, non nuova, nasce dalla constatazione che una fetta di pizza con poco formaggio conterrebbe le stesse calorie di una tazza di latte e cereali. La nutrizionista in questione ha voluto precisare che nell’abbinamento latte e cereali ciò che sposta la bilancia verso la scelta di una fetta di pizza sono soprattutto le caratteristiche nutrizionali dei cereali utilizzati. Spesso ricchi di sale e zuccheri, ma poveri di fibre e proteine.

La novità è l’interesse che questo suggerimento nutrizionale ha suscitato in una fase di revisione profonda (spesso acritica e poco scientifica) del valore nutrizionale di latte e derivati. Con l’aggravante di non trovarlo tra le fake news perché proposto da una nutrizionista e amplificato da molti mass media, americani e non. Come spesso accade nell’attuale dibattito nutrizionale attorno al latte, la pizza diventa quindi un’alternativa a questo prezioso alimento. L’ennesima direi, con la differenza che per salvare almeno il latte nell’abbinata con i cereali sarebbe magari necessario proporre di iniziare la giornata inzuppando una margherita (la pizza…) nel cappuccino.

Eppure una qualche ragione ce l’ha anche Chelsey Amer. Basterebbe infatti abbinare al latte cereali almeno non zuccherati. Questo tipo di colazione aiuta a mantenere stabile la glicemia e il senso di sazietà fino al pranzo. Le sieroproteine del latte, in particolare, migliorano la risposta insulinica ai carboidrati dei cereali e inducono il maggior effetto saziante rispetto ad altre proteine. Motivazione di per sé sufficiente per preferire una colazione tradizionale, ma evidentemente meno mediatica della proposizione di un trancio di pizza.

Meno male che secondo un recente sondaggio per quattro italiani su cinque la colazione con latte o cappuccino è ancora un’imprescindibile abitudine. Per adesso a casa o al bar, chissà… domani in pizzeria.

 

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