Le due erre

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Nei prossimi sei anni il mercato mondiale degli imballaggi per i prodotti lattiero-caseari si svilupperà con un tasso annuo del 4,5%, arrivando a 44 miliardi di dollari. Una crescita sostenuta soprattutto dalla domanda di imballaggi asettici, sia rigidi che flessibili, capaci di garantire contenuti di servizio, ma non solo. Nel tempo, infatti, il packaging ha rappresentato anche un fattore di identità dei prodotti lattiero-caseari, soprattutto del latte alimentare. Ha avuto un’importante funzione comunicativa, oltre che informativa e di sicurezza, per il consumatore. Ancora oggi, il packaging crea differenziazione dalla concorrenza soddisfacendo requisiti di funzionalità peculiari per i prodotti lattiero-caseari. Ancora di più, oggi deve mirare alla necessità di essere sostenibile. Attualmente il maggiore ostacolo a una crescita ancora più rilevante del mercato degli imballaggi per prodotti lattiero-caseari, al netto delle variazioni dei consumi mondiali di latte e derivati.

In Europa tutto ciò avverrà nella cornice del nuovo regolamento “Packaging and Packaging Waste Regulation”, attualmente oggetto di esame nel trilogo Consiglio, Parlamento e Commissione UE. Una revisione della direttiva sugli imballaggi con il mantra delle due erre: riuso e riciclo. Cardine di un piano a tappe che nei prossimi quindici anni mira a ridurre gli scarti da imballaggi del 15%. E, contemporaneamente, fissa specifici obiettivi di diminuzione del packaging in plastica, fino al 20% nel 2040. Un regolamento basato soprattutto sulla logica del riutilizzo. Che potrà non riguardare imballaggi per i quali il tasso di riciclo supera l’85%. Aspetti non secondari per il settore, in particolare per il latte alimentare dove il bottle to bottle è appena iniziato, e i tempi per ottemperare alla normativa sul riciclo di almeno la metà degli imballaggi in plastica non molto lontani.

Un testo che nasce però fortemente emendato rispetto alla sua formulazione originaria. Che avrebbe per esempio vietato l’utilizzo di confezioni in legno, tra cui quelle tradizionalmente impiegate per alcuni formaggi, come il Camembert. Questo tipo di packaging, infatti, non ha un canale di riciclo dedicato. Troppo costoso crearlo. Poco sostenibile (anche in termini di immagine) pensare di sostituire il legno con plastica riciclata.

Al di là di questo, grandi passi avanti sono stati fatti per rendere più green gli imballaggi dei prodotti lattiero-caseari. Uso di biopolimeri rinnovabili, riduzione del peso, additivi per una più rapida decomposizione delle bottiglie in plastica, aumento del contenuto di fibre/carta, riciclo del PET bianco e altro ancora. Una sfida intrigante per il packaging dei prodotti lattiero-caseari che dovrà essere sempre più ecocompatibile, senza però perdere iconicità e soprattutto i requisiti di funzionalità che garantiscono e mantengono nel tempo qualità e sicurezza di latte e derivati.