L’Efsa pubblica le linee guida per le richieste di autorizzazione di nuovi alimenti e alimenti tradizionali

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v3024005gL’EFSA ha pubblicato due documenti in cui si illustrano le linee guida per predisporre richieste di autorizzazione di nuovi alimenti e alimenti tradizionali da Paesi terzi. L’adesione alle linee guida contribuirà a garantire la sicurezza degli alimenti prima che i gestori del rischio possano autorizzarne l’immissione sul mercato europeo. L’EFSA ha sviluppato la guida a seguito dell’adozione del nuovo regolamento europeo sui nuovi alimenti a novembre del 2015. Il regolamento, che sostituisce quello del 1997 ed entrerà in vigore a gennaio del 2018, introduce la centralizzazione della procedura di valutazione e autorizzazione. Saranno i gestori del rischio dell’UE, e non gli Stati membri, a decidere se autorizzare o meno la commercializzazione dei nuovi alimenti, chiedendo eventualmente all’EFSA di condurre una valutazione scientifica dei rischi per confermarne la sicurezza.

Le nuove linee guida spiegano dettagliatamente il tipo di informazioni che i richiedenti devono fornire ai fini della valutazione del rischio. Chiariscono anche come presentare queste informazioni prima che l’EFSA possa valutare la sicurezza dell’alimento nuovo o tradizionale.

I candidati che facciano richiesta di autorizzazione di nuovi alimenti dovranno presentare i dati che descrivono il prodotto. I fascicoli dovranno includere specifiche sulle caratteristiche compositive, nutrizionali, tossicologiche e allergeniche del nuovo alimento, nonché informazioni sul processo produttivo, gli usi proposti e i livelli di utilizzo.

L’EFSA tratta gli alimenti tradizionali provenienti dai Paesi terzi (Paesi extra-UE) in un documento orientativo distinto. I richiedenti dovranno documentare la sicurezza d’impiego dell’alimento tradizionale in almeno un Paese al di fuori dell’Unione europea per un periodo di almeno 25 anni. L’EFSA e gli Stati membri valuteranno le prove in parallelo.

Cosa s’intende per “nuovi alimenti” e “alimenti tradizionali”
Per nuovi alimenti s’intendono i cibi che i cittadini europei non hanno consumato in misura significativa prima del maggio 1997, compresi quelli da nuove fonti (ad esempio l’olio ricco di acidi grassi omega-3 derivato dal krill) e quelli ottenuti con nuove tecnologie (ad es. le nanotecnologie) o utilizzando nuove sostanze, ad esempio i fitosteroli (steroli vegetali). Gli alimenti tradizionali sono un sottoinsieme dei nuovi alimenti. Il termine si riferisce a cibi consumati tradizionalmente in Paesi extraeuropei e comprende alimenti a base di piante, microrganismi, funghi, alghe e animali (ad esempio semi di chia, frutto del baobab, insetti, castagne d’acqua).