L’oneroso cambio di nome del ministero impatta sulle etichette

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In una nota, UnionAlimentari (Unione nazionale della piccola e media industria alimentare) ha espresso il proprio disappunto per il cambio del nome del ministero, il cui acronimo è passato da Mipaaf a Mipaaft. “Da quest’anno, il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali (MiPAAF) è diventato ministero delle politiche agricole alimentari forestali e del turismo (MiPAAFT), avendo conglobato la competenza anche sull’attività turistica. Alla sigla va aggiunta cioè la T di turismo e quindi le imprese che producono Bio, Dop e Igp che in etichetta riportano la dicitura “prodotto certificato da organismo autorizzato dal MIPAAF” dovranno adeguarsi”. UnionAlimentari ha stimato che siano circa a 280mila le imprese chiamate a spendere diverse migliaia di euro per aggiornare le proprie etichette. Inoltre, secondo l’associazione, “C’è da aggiungere tra l’altro che questa dicitura non è prevista da nessun regolamento europeo ed è quindi dubbia la legittimità di questa disposizione”.

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