Macchine e software per magazzini di stagionatura

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L’ecosistema dell’innovazione all’insegna della sostenibilità, in ambienti di lavoro ampi e luminosi. Con la tecnologia Autodop che garantisce la tracciabilità dell’intero ciclo di vita del formaggio

Le scalere Autodop hanno un montante brevettato che garantisce l’integrità delle forme e ottimizza lo spazio

Entrare in un magazzino di Parmigiano Reggiano dove sono attivi i macchinari Autodop è un’esperienza particolare. Scalere che arrivano fino a cinque metri di altezza. E a garantire la corretta rotazione delle forme, a permettere che le elevate produttività vadano di pari passo con l’alta qualità e la naturalità del formaggio concorrono i macchinari Autodop, che rappresentano il risultato di ricerca e sviluppo al servizio di un prodotto con ottocento anni di storia.

La tecnologia Autodop permette di spostare, spazzolare, prendere, girare, con precisione e delicatezza insieme. La grande capacità di progettazione sta diventando un fattore distintivo dell’azienda, che sempre di più riesce nel suo intento iniziale: unire soluzioni software che entrano nel mondo dairy, integrandosi perfettamente con l’intervento dell’essere umano e con la bellezza naturale di questi ambienti e del prodotto che tutelano. Tra le sue ultime soluzioni un sistema innovativo: WMS4Cheese. Per aiutare a mettere a fuoco più precisamente il progetto interviene Paolo Casoni, titolare di Autodop.

Il software WMS4Cheese aiuta gli operatori nella gestione dei magazzini di stagionatura, eliminando il rischio di errori e rendendo il lavoro più efficiente

Dr. Casoni, che cos’è il progetto WMS4Cheese?

Si tratta del primo software per la gestione dei formaggi DOP che si occupa non solo di ingresso e uscita della merce, ma di un prodotto che è soggetto a cambiamenti durante la stagionatura. Per questo la caratteristica peculiare del software è tenere traccia precisa di tutto ciò che riguarda ogni forma, in un determinato momento.

Puoi farci un esempio?

Pensiamo a un operatore che questa mattina è entrato in magazzino e prende in mano un tablet tramite il quale controllare una serie di aspetti che prima del software erano appuntati o addirittura tenuti a memoria dall’essere umano. Ogni posizione è mappata: l’operatore può vedere quale forma si trova in quella determinata posizione, o al contrario partire da una posizione e capire che tipo di formaggio la occupa. Soprattutto, e questo è il grande vantaggio, il software “racconta” tutto ciò che è successo a quella forma dal suo ingresso in magazzino alla data in cui ci si trova.

È un po’ come se ogni singola forma avesse una sua carta d’identità?

Sì, ma è una carta d’identità sempre in cambiamento. Perché la forma subisce rivoltature, spazzolature, espertizzazioni del consorzio e anche, per esempio, le classificazioni del battitore.

Perché non è più possibile immaginare il mondo dei magazzini senza il sistema Autodop?

Perché grazie a questo sistema si ha a disposizione in tempo reale tutta la giacenza del formaggio, tutte le tipologie commerciali da proporre ai clienti, quanto formaggio è disponibile per la vendita o per la porzionatura. Diventa impossibile scambiare un formaggio per l’altro, perché tutte le forme sono indicizzate per posto di stagionatura. In una battuta, “la privacy delle forme non esiste più”.

WMS4Cheese è difficile da utilizzare?

Assolutamente no. Anzi, è molto più facile perché tutti i dati vengono inseriti in un format che è come un grande cervello, dove nulla viene perduto. Ogni informazione è conservata nella memoria di salvataggio del software.

Sappiamo che un’altra sfida tecnologica aspetta Autodop, in questo periodo. Può rivelare in anticipo qualcosa?

Sì! Stiamo lavorando per fare in modo che questo software si allarghi a tutto lo spettro della lavorazione dei formaggi. Si tratta ormai di una strategia aziendale, che vorrebbe arrivare a monitorare il processo fin dal ricevimento del latte, attraversando poi la nascita del formaggio per arrivare alle fasi di stagionatura, porzionatura e lavorazione finale. Tutti passaggi racchiusi in un unico software, che diventa un gestionale dedicato e pensato ad hoc per le imprese manifatturiere di questo tipo.

Con i macchinari Autodop è possibile gestire magazzini di stagionatura di diverse altezze

Durante la progettazione vi sono stati momenti difficili da affrontare?

La prima sfida importante non è stata sul software, ma sull’hardware a proposito delle tecnologie necessarie per garantire lo scambio dei dati all’interno dei magazzini. Il software è efficiente se tutte le macchine sono collegate in tempo reale e trasmettono costantemente i dati di lavorazione. Quindi abbiamo dovuto trovare sistemi molto avanzati per la comunicazione wi-fi all’interno dei magazzini, dove forme e scaffali sono una schermatura per il segnale. Ma ce l’abbiamo fatta, e questo garantisce un dialogo costante tra operatore, macchine e forme.

Qual è la sfida da superare quando si progetta un sistema del genere?

Più che di sfida parlerei di stereotipo. Non si tratta di un sistema complicato. L’ho già detto, ma ci tengo a ribadirlo. Una volta compreso il modo di inserire i dati, il sistema semplifica tantissimo la gestione del magazzino, riducendo quasi a zero fatiche, errori e incertezze. Si tratta di qualcosa che rende il lavoro più “bello”. Uso consapevolmente questa parola, perché è questo ciò che accade: si lavora meglio in un luogo che contiene uno dei prodotti più naturali e importanti per il nostro territorio… un luogo che racchiude bellezza.

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