Innovazione tecnologica e finanza agevolata possono essere motori della crescita casearia, ma occorre delineare una chiara roadmap per compiere un salto dimensionale sostenibile

Il settore lattiero-caseario italiano sta vivendo una fase di profonda trasformazione strutturale, spinta dalla necessità di competere su mercati internazionali sempre più esigenti e dalla crescita della Grande Distribuzione Organizzata (GDO). Nell’ambito del Salone dell’Industria Casearia di Caserta, la rivista Il latte e Guidoparma hanno organizzato un convegno, dal titolo “Finanziamenti e innovazione tecnologica nei processi produttivi lattiero-caseari” che ha rappresentato un momento cruciale di confronto tra esperti di finanza, leader tecnologici e imprenditori del settore. L’incontro ha messo in luce come il rinnovamento degli impianti non sia più solo una questione di manutenzione, ma una vera e propria necessità di scala industriale. Oltre il 40% degli impianti nel Mezzogiorno ha una vetustà superiore ai vent’anni, rendendo imperativa una rigenerazione tecnologica per soddisfare una domanda che spesso raddoppia le attuali capacità produttive.
Al tavolo dei relatori, figure come Marco Belardi, esperto di finanza agevolata e consulente del MIMIT (ministero Industria e del Made in Italy), Luigi Di Cecca del caseificio D&D, Donato pace del caseificio Piano Del- la Spina, hanno illustrato le esigenze di rinnovamento impianti e le opportunità di finanziamento, mentre Matteo Dall’Asta, CEO di Guidoparma, ha mostrato come l’automazione della movimentazione dei prodotti nei caseifici possa rivoluzionare l’efficienza operativa. Le testimonianze dirette dei due imprenditori ospiti, Luigi Di Cecca e Donato Pace, hanno confermato che l’investimento in innovazione è l’unica via per l’accesso ai canali distributivi premium.

Il caso studio
Uno dei momenti più significativi del convegno è stata l’analisi proposta da Marco Belardi su un esempio simulato, ma realistico nei numeri, di come una PMI campana possa triplicare la produzione grazie a una strategia integrata. L’azienda, partendo da una produzione di 220 tonellate annue in uno stabilimento ormai saturo, ha pianificato un nuovo impianto da 10 milioni di euro. L’elemento dirompente di questo piano non è solo l’aumento della capacità (che passa a oltre 600 tonnellate), ma l’abbattimento del costo effettivo dell’investimento grazie agli incentivi. Attraverso la combinazione del Credito d’imposta ZES Unica Sud (2 milioni €) e dell’Iperammortamento Transizione 5.0 (1,5 milioni €), il costo netto per l’impresa scende a soli 6,5 milioni €, con un supporto pubblico complessivo del 35%.

Trasformazione e innovazione tecnologica
Al centro della trasformazione tecnologica si collocano i sistemi di movimentazione avanzata proposti da Guidoparma, azienda fondata nel 1980, che ha presentato soluzioni specifiche per i formaggi appesi (provola, caciocavallo) e in appoggio. La guidovia aerea si conferma il “cuore” dell’impianto moderno: una volta che il prodotto è agganciato ai telai, si muove sospeso attraverso le fasi di salatura, asciugatura e stagionatura senza alcuna manipolazione manuale. I vantaggi operativi evidenziati includono:
• Igiene e qualità: il contatto umano è ridotto al minimo, garantendo standard igienici controllati.
• Tracciabilità totale: grazie all’integrazione di tag RFID con codici univoci associati ai telai, è possibile monitorare automaticamente la posizione e lo stato di ogni lotto. I lettori posizionati nei punti strategici assicurano un controllo costante del transito.
• Efficienza economica: nonostante i sistemi di movimentazione rappresentino solo circa l’8% dell’investimento totale (come nel caso studio sopraccitato), essi agiscono come un moltiplicatore di produttività, riducendo drasticamente il costo della manodopera per unità di prodotto.
Infrastruttura modulare e certificata
Un aspetto tecnico fondamentale emerso è la conformità dei sistemi Guidoparma alla norma UNI EN 1090, con relativa marcatura CE. Questa certificazione non è solo una garanzia di sicurezza, ma un prerequisito essenziale per accedere agli incentivi fiscali che classificano i beni come strumentali avanzati.
L’architettura proposta, basata su 600 metri di guidovie, scambi automatici e telai in grado di sostenere oltre 500 kg di prodotto ciascuno, crea un sistema scalabile. Il progetto di un nuovo stabilimento con sistema di guidovia si basa sullo studio della logistica e capacità di stoccaggio del prodotto per ottimizzare e incrementarne la produttività.
La competitività delle PMI lattiero-casearie del Mezzogiorno, ma non solo, dipende dalla capacità di allineare tre variabili: localizzazione strategica (ZES), tecnologia all’avanguardia e pianificazione finanziaria. Come sottolineato durante il convegno, le soluzioni tecniche di Guidoparma sono abilitatori indispensabili per accedere ai mercati globali e alla GDO. Il futuro del made in Italy caseario passa dunque per una digitalizzazione dei processi che, supportata da strumenti di politica industriale (Transizione 5.0 e Iperammortamento…), rende gli investimenti non solo necessari, ma economicamente sostenibili.


