
Nel 2025 il fatturato dell’industria italiana delle macchine automatiche per il confezionamento e l’imballaggio ha sfiorato i 10,5 miliardi di euro (+4% rispetto ai risultati record del 2024).
I dati sono stati resi noti da Ucima, sulla base della 14a Indagine Statistica Nazionale condotta dal Centro Studi di Ucima Mecs. Lo studio ha coinvolto 629 aziende del settore, che impiegano 40.611 addetti (+0,3% sul 2024).
I mercati internazionali
Nel 2025 le vendite all’estero hanno raggiunto 8,19 miliardi di euro, pari al 78,3% del fatturato complessivo (+2,5% anno su anno).
La propensione all’export delle imprese del comparto resta molto elevata: la quota export media aziendale si attesta all’85,4%.
In un contesto caratterizzato da tensioni geopolitiche e crescenti barriere commerciali, le imprese italiane mantengono una forte presenza globale grazie a una rete consolidata di filiera e subfornitura.
L’Unione Europea si conferma il principale sbocco, con 2,4 miliardi di euro di fatturato e una quota del 36,8% sull’export totale. L’Asia si colloca al secondo posto con un giro d’affari pari a 1,09 miliardi (16,6%), seguita dal Nord America con 1,03 miliardi (15,7%). Seguono Europa extra UE (748,1 milioni di euro; 11,3%), Sud America (717,9 milioni di euro; 10,9%), Africa e Oceania con 575,4 milioni di euro (8,7%).
Il mercato interno
Particolarmente positivo l’andamento del mercato domestico, che nel 2025 cresce del 9,9%, raggiungendo 2,27 miliardi di euro. La quota delle vendite realizzate in Italia sale così al 21,7% del fatturato totale.
L’incremento della domanda interna è stato trainato soprattutto dai comparti food e farmaceutico, che hanno registrato aumenti superiori al 15% sul mercato nazionale.
Settori clienti: food & beverage ancora protagonisti
Anche nel 2025 il comparto delle macchine per il packaging conferma la propria diversificazione settoriale. La maggior parte del fatturato proviene dai settori alimentare e delle bevande, che insieme assorbono il 55,4% delle vendite complessive: il food si attesta al primo posto con 3,26 miliardi di euro (31,2% del fatturato totale), seguito dal beverage con 2,54 miliardi (24,2% del totale).
Fatturato per tipologia produttiva
Le macchine per il packaging primario si confermano la principale voce di fatturato, generando il 52,5% del totale, trainata in particolare dalle formatrici-riempitrici-chiuditrici (FFS) che, con 2,28 miliardi di euro, rappresentano da sole il 21,8% del fatturato complessivo, in crescita dell’1,9%. Al secondo posto si collocano le riempitrici e dosatrici, con 1,88 miliardi (18 % del totale). Tra le tecnologie più dinamiche si segnalano le macchine per pallettizzazione, cresciute dell’8,1%, e le astucciatrici e incartonatrici, in aumento del 7,5%.
Struttura territoriale: Emilia-Romagna resta il cuore della Packaging Valley
La Packaging Valley emiliana si conferma il cuore produttivo del settore. In Emilia-Romagna risiedono 214 aziende (34% del totale), che generano il 61,2% del fatturato complessivo (oltre 6,4 miliardi) e impiegano oltre 22.380 addetti. Seguono Lombardia, Veneto e Piemonte.
Struttura occupazionale in crescita
Nel 2025 il settore ha toccato quota 40.611 addetti, +0,3% sul 2024. Si consolida così la crescita occupazionale registrata negli ultimi anni, che ha portato il comparto a guadagnare oltre 13.000 posti di lavoro rispetto a dieci anni fa.
Il commento del neopresidente
Maurizio Bertocco è nuovo presidente di UCIMA. Bertocco guiderà l’associazione nel quadriennio 2026-2030, raccogliendo il testimone di Riccardo Cavanna. Maurizio Bertocco è presidente e amministratore delegato di ILPRA SpA, PMI attiva nella produzione e vendita di macchinari per il confezionamento di prodotti alimentari, cosmetici e medicali.
“Anche nel 2025 il settore delle tecnologie per il packaging ha dimostrato una straordinaria capacità di crescita e adattamento – ha commentato Bertocco. – Raggiungere i 10,5 miliardi di euro in un contesto internazionale caratterizzato da tensioni geopolitiche, incertezza economica e nuove barriere commerciali conferma la solidità della nostra industria e della filiera che la sostiene.
Oggi guardiamo al futuro con fiducia, ma anche con grande attenzione a ciò che sta accadendo nel mondo. Le dinamiche geopolitiche, l’evoluzione degli scambi internazionali, le politiche industriali e le trasformazioni tecnologiche sono fattori che possono influenzare profondamente il percorso di crescita delle nostre imprese. Per questo sentiamo l’esigenza di approfondire, comprendere e interpretare le forze che stanno ridisegnando gli scenari globali, così da trasformare i cambiamenti in opportunità e continuare a rafforzare la competitività del packaging italiano”.


