Nubi sul futuro della Centrale del latte di Roma

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La delibera della Corte di Appello di Roma di maggio prevedeva che Parmalat, gruppo Lactalis, restituisse la partecipazione nella Centrale del latte di Roma al comune capitolino. E così Parmalat ha annunciato di voler fare da inizio 2023. E di spostare la produzione a proprio marchio, che oggi rappresenta circa il 48% del totale, presso un altro stabilimento. Timori quindi per il futuro non solo dei 162 dipendenti ma anche dell’indotto anche se alcuni acquirenti si sarebbero già fatti avanti.

Lavoratori sgomenti

Per questo Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil territoriali hanno proclamato uno sciopero per il 22 novembre con presidio in Campidoglio.

“Riteniamo che la decisione assunta pochi giorni fa dalla Parmalat di restituire le azioni in suo possesso della Centrale del Latte di Roma sia grave ed inaccettabile, in quanto presa senza alcun confronto preventivo volto a garantire la continuità produttiva del sito e la conseguente tenuta occupazionale”.

“Non permetteremo ora che siano i lavoratori e le lavoratrici della Centrale del Latte a dover pagare per le vicende giudiziarie intercorse tra il Comune di Roma e l’azienda, ed anche per questo abbiamo deciso di proclamare, per il 22 novembre, una prima giornata di sciopero dei dipendenti della Centrale del Latte di Roma con presidio in Campidoglio”.

Due le ragioni affermano i sindacati: “protestare contro le decisioni assunte dalla Parmalat, e le modalità con cui queste sono state prese; avere dal Comune di Roma immediate rassicurazioni per quanto attiene la salvaguardia dell’occupazione e la tutela e valorizzazione di un marchio storico per il nostro territorio”.