Pecorino Romano: forte spinta all’internazionalizzazione

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Negli ultimi 5 anni il Consorzio di tutela del Pecorino Romano ha investito 11 milioni di euro per la promozione all’estero. L’ultimo progetto, dal valore di 3 milioni e 300mila euro e cofinanziato dall’UE, “Pekorase Italia-Germania”, si è posizionato al terzo posto nella classifica delle migliori proposte presentate da tutti gli Stati membri.

Ciò ha spinto il presidente uscente Salvatore Palitta (l’assemblea dei soci per il rinnovo di consiglio d’amministrazione è convocata per il prossimo 5 novembre) a tracciare il bilancio dei progetti promozionali internazionali e degli investimenti creati durante il suo mandato, tre ancora in corso e uno pronto a partire. “Abbiamo spinto molto sull’internazionalizzazione del prodotto e abbiamo lavorato per portare in ciascun Paese, europeo o extraeuropeo, la tipologia di prodotto più giusta, più affine ai gusti di ciascuno e alle tendenze alimentari locali – dice Palitta. – In questi anni il Pecorino Romano ha avuto una notevole evoluzione qualitativa, diventando un prodotto da tavola o da aperitivo sempre più ricercato. Abbiamo differenziato le produzioni riposizionandoci sui mercati, strategia indispensabile per intercettare nuovi consumatori, e abbiamo proposto, accanto a quello tradizionale, il Pecorino Romano a ridotto contenuto di sale, a lunga stagionatura, di Montagna fino ad arrivare al monoporzione, l’ormai famoso Snackorino. Un grande lavoro fatto di tradizione e innovazione, che abbiamo voluto portare nel mondo, perché siamo sicuri che il nostro prodotto ha potenzialità ancora enormi, con tutto quello che significa in termini di ricaduta economica per le zone di produzione e in particolare per la Sardegna, dove viene prodotto il 95% di Pecorino Romano. I riscontri sono entusiasmanti, e anche se il periodo richiede non pochi sacrifici, dobbiamo continuare su questa strada”.

Pekorase al via dal 2021

L’investimento complessivo è di 3 milioni e 300mila euro, ripartito in tre annualità e finanziato al 70% dall’Unione Europea (attraverso il reg. 1144 del 2014).

Il progetto partirà fra gennaio e febbraio 2021 e si snoderà per il 30% del budget in Germania e per il 70% in Italia. Prevede pubblicità sulle televisioni italiane, eventi con l’Associazione Professionale Cuochi, concorsi di cucina per chef professionisti (sia in Italia che in Germania) e per gli istituti alberghieri italiani, sito web e attività di social media (Italia e Germania), partecipazione alle maggiori fiere di settore in Italia e Germania.

“Teniamo molto a questo nuovo progetto, perché si sviluppa in un mercato importante come quello tedesco e contemporaneamente su quello italiano”, sottolinea Palitta. “Nel nostro Paese c’è stata una svolta nel consumo del Pecorino Romano, finalmente percepito e apprezzato come prodotto da tavola grazie ai nuovi prodotti che abbiamo presentato. Non più solo da grattugia per la carbonara o al cacio e pepe, ma anche prodotto gourmet: siamo terzi nei consumi, nel segmento dei duri, dopo due giganti come Parmigiano e Grana, un risultato che ci riempie di orgoglio. Ora vogliamo spingere in questa direzione e rafforzare i risultati ottenuti: questo progetto ci consente di farlo contemporaneamente a una forte azione di penetrazione sui mercati tedeschi”, conclude Palitta.

Lavori in corso in Giappone…

Avviato quest’anno, Chizu – enjoy the taste of life è cofinanziato dall’UE, conta su un investimento di 1 milione di euro e durerà 3 anni. Il progetto punta a coinvolgere in particolar modo i ristoranti dell’area metropolitana di Tokyo con diverse iniziative e attività. Quello giapponese è attualmente uno dei mercati più interessanti per il Pecorino Romano.

… mentre slitta il termine del progetto 3 Pecorini

Finanziato dalla Regione Sardegna (con 3 milioni sui 4 totali), è realizzato in collaborazione con i Consorzi del Pecorino Sardo e del Fiore Sardo. Avrebbe dovuto concludersi quest’anno dopo 3 di attività, ma la paralisi totale dovuta alla pandemia ha fatto slittare di un anno, a giugno 2021, la fine del progetto. I Paesi coinvolti sono 5: gli USA (dove l’obiettivo è la crescita nel mercato delle speciality con il progressivo abbandono del mercato industriale), Italia, Germania, Francia e Regno Unito.

Terminato a marzo Propaseu

Partito nel 2017 e concluso a marzo 2020, realizzato con i Consorzi di tutela Asiago e Speck Alto Adige, Propaseu ha potuto contare su un investimento complessivo di circa 2,5 milioni di euro in tre anni (finanziamento comunitario: 80%), e aveva come Paesi target gli Stati Uniti d’America (crescita nel mercato delle speciality e la sempre minor presenza nel comparto industriale) e il Canada.

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