Trentanove mila tonnellate di Pecorino Romano DOP prodotte nell’ultima campagna, quasi 9mila allevatori e 47 caseifici coinvolti nella filiera, un export che vale il 60% della produzione e il mercato interno fra luci e ombre: il consorzio di tutela ha diffuso i dati della campagna 2024/2025.
La produzione
Nella campagna 2024/2025 sono state caseificate poco più di 39.000t di Pecorino Romano, come certificato dall’ente di controllo. I 47 caseifici della filiera hanno lavorato oltre 300 milioni di litri di latte, di cui il 76% destinato alla produzione della DOP. La Sardegna resta il cuore produttivo, con il 92% del totale, contro l’8% di Lazio e provincia di Grosseto. Il sistema cooperativo realizza il 54% della produzione, l’industria privata il restante 46%. Nel sistema di controllo risultano oggi iscritti quasi 9mila allevatori, 47 caseifici, 15 stagionatori e 91 tra confezionatori e grattugiatori.
Il mercato interno…
Le vendite di Pecorino Romano DOP nella grande distribuzione in Italia crescono per il secondo anno consecutivo, raggiungendo quasi 48mila quintali (+4,3% rispetto al 2024). Considerando anche i volumi assorbiti da industria alimentare, horeca e vendita al dettaglio, il consumo interno complessivo del Pecorino Romano DOP si stima in circa 123mila quintali.
… e quelli esteri
Gli Stati Uniti hanno rappresentato il primo sbocco, con circa 131mila quintali esportati nel 2025, in leggero rialzo volume ma in calo a valore per effetto dei dazi. L’Unione Europea, secondo sbocco, ha assorbito quasi 55mila quintali (+2,4%). Un tasso di crescita più consistente è stato registrato in Regno Unito (+8,6%), Canada (+16%) e Australia (+19,6%). Nel complesso, l’export 2025 sfiora i 218mila quintali, pari al 60% della produzione vendibile.
Il commento di Gianni Maoddi, presidente del consorzio
“Purtroppo, il mercato interno nel 2025 è stato caratterizzato sì da una tenuta in termini di volumi di vendita, ma da una progressiva seppur ingiustificata diminuzione in termini di valore. Per quanto riguarda i mercati esteri, registriamo una crescita interessante su mercati come il Canada e l’Australia, sui quali continueremo a puntare esplorando allo stesso tempo nuove opportunità commerciali”.


