Per Commissione contraffazione servono norme semplici ma rigorose

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Dopo molte ore di lavoro, 50 audizioni e 2 missioni fuori sede, la Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo ha approvato il 2 agosto le prime tre relazioni tematiche tra cui quella sulla normativa penale, affidata al presidente Mario Catania. «Il primo step dei lavori si completerà – prosegue il deputato di Scelta Civica – con il voto su altre due relazioni tematiche affidate alla vicepresidente Mongiello e all’on. Russo, rispettivamente sulla contraffazione nel settore dell’olio d’oliva e della mozzarella di bufala campana. Il 5 ottobre, poi, presenteremo il lavoro della Commissione a EXPO. Siamo partiti dall’assunto che la contraffazione è un fenomeno molto complesso e pervasivo, il cui contrasto non può limitarsi a colpire i venditori abusivi ma deve necessariamente andare oltre. Si deve intervenire sulla contraffazione con la consapevolezza che non si tratta del business di qualche artigiano disinvolto o degli ambulanti nelle spiagge italiane, ma di una delle filiere più remunerative della criminalità organizzata». 

«I documenti approvati vanno proprio in questa direzione e contengono delle proposte molto precise e dettagliate, a partire da alcune indicazioni relative al codice penale tese a semplificare le norme attuali accentuandone al tempo stesso il carattere rigoroso. Ci auguriamo che queste osservazioni possano suscitare un dibattito ulteriore nelle Istituzioni. A partire da ottobre comincerà una seconda fase dei lavori finalizzata ad approfondire maggiormente il quadro europeo e internazionale della contraffazione, con riguardo anche all’e-commerce, sempre al fine di individuare forme di contrasto più efficaci per un fenomeno assai insidioso per l’economia italiana» conclude Catania.

 

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