Vendite italiane di Grana Padano: +11,9% a luglio 2026

1

Le vendite retail di Grana Padano in Italia hanno registrato un incremento del 14,5% nei primi sette mesi dell’anno, in netta controtendenza rispetto agli altri formaggi duri.

«A luglio le vendite retail in Italia hanno registrato – chiosa Stefano Berni, direttore generale del consorzio – un incremento del 11,9%, portando, insieme al Trentingrana, la quota di mercato al 48,6%».

Nel canale cash & carry, la DOP ha spuntato un +4,8%.

Nei primi sette mesi del 2026 un rialzo del 14,5%

Ancora più marcato è il risultato cumulato da gennaio a luglio 2026. Secondo il consorzio, nel retail italiano il Grana Padano ha messo a segno una crescita del 14,5%, raggiungendo uno share del 48,8%.

Nel canale cash & carry, nei primi sette mesi dell’anno, risultano in crescita tutte le referenze di Grana Padano. Il grattugiato senza crosta, in particolare, ha raggiunto una quota del 35,6% nel retail e arriva addirittura all’87,2% nel cash & carry.

Il sud Italia traina le vendite

Tra le evidenze più significative dei dati Circana c’è infine il ruolo del Sud Italia, che a luglio ha registrato un incremento delle vendite del 20,2%, risultando l’area con la crescita più elevata.

In termini di composizione del mercato, il Sud Italia rappresenta il 34% del totale delle vendite. Seguono il Nordovest, con il 27,8%, il Centro, con il 23,2%, e infine il Nordest, che si colloca al 15%.

Consumi italiani ed export, sorpresa in Italia

Se la tendenza dei primi mesi dell’anno dovesse essere confermata, come ha precisato il direttore generale, la proiezione a fine 2026 potrebbe riportare, a sorpresa, la quota dei consumi di Grana Padano in Italia nuovamente al di sopra, seppure di poco, di quella relativa ai mercati esteri.

La crescita oltreconfine rimane comunque positiva: nei primi cinque mesi dell’anno si colloca sopra l’1,4%, ma a un livello inferiore rispetto all’incremento registrato sul mercato italiano.

Per Berni, proprio l’evoluzione della domanda interna richiede però attenzione sul fronte produttivo. «Vista la tendenza dei prossimi mesi, che depone per una crescita importante ma meno vistosa dei mesi scorsi, ebbene non ripetere nel periodo agosto, settembre e ottobre le esagerate produzioni di questi tre mesi del 2025, per non vanificare gli incoraggianti riscontri di mercato conseguenti a un exploit di consumi italiani così lusinghieri».

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here