Latterie Vicentine punta sul Canada

foto torontoIl mercato canadese è particolarmente performante considerati i risultati ottenuti negli ultimi anni: solo l’agroalimentare rappresenta quasi il 20% dell’intero export italiano verso questo Paese. Nel 2014, l’Italia ha esportato in Canada 4500 tonnellate di prodotti lattiero-caseari per un valore di quasi 60 milioni di dollari, un dato in crescita dal 2012, attestandosi così come il secondo fornitore mondiale di formaggi del Paese nordamericano. Inoltre, il C.E.T.A. (Comprehensive Economic and Trade Agreement), l’accordo di libero scambio tra l’Unione europea e Canada stipulato l’anno scorso, prevede un aumento del 130% della quota di formaggi ammessi in Canada dalla UE, dalle attuali 13.000 a 30.000 tonnellate. L’Italia potrebbe raddoppiare le proprie esportazioni in Canada. In questo contesto, ricco di opportunità e importanti relazioni professionali, Latterie Vicentine intende consolidare e proseguire la propria strategia di internazionalizzazione, iniziata nel 2014 in concomitanza con l’arrivo di Franz Mitterrutzner, direttore generale della cooperativa vicentina, esperto in marketing alimentare internazionale. «Il mercato canadese è di fondamentale importanza per l’export agroalimentare italiano – afferma Mitterrutzner – e i dati lo confermano: sono circa 34 milioni i consumatori di formaggio, tra i quali 1,7 milioni di italiani. Di questi emigranti addirittura un milione risiede nella sola Toronto e rappresenta la più grande comunità italiana di recente immigrazione, ancora molto sensibile al prodotto alimentare made in Italy. Latterie Vicentine è da anni sul mercato nordamericano, solidamente rappresentata da Agriform e dal suo importatore Arla Foods, e occupa una buona quota di mercato su tutti i canali. Per rafforzare e incrementare gli importanti risultati ottenuti finora, stiamo lavorando essenzialmente in due direzioni. Da una parte vogliamo consolidare le posizioni raggiunte grazie all’Asiago e agli altri nostri formaggi, famosi per l’alta qualità alla quale abbiamo abituato i compratori più importanti sul mercato. Dall’altra dobbiamo senza dubbio continuare a investire nell’informazione: dobbiamo spiegare ai consumatori canadesi le differenze tra i nostri prodotti e quelli di produzione americana che utilizzano un nome italiano. Sia negli Stati Uniti che in Canada esistono casi emblematici come quello del Formaggio Asiago, del Parmisan e del Parma Ham che dimostrano quanto sia necessario un ulteriore sforzo di comunicazione per difendere le Dop italiane. Purtroppo il fenomeno “Italian sounding” è sempre più presente a danno dei nostri prodotti più rappresentativi e condiziona le scelte dei consumatori a discapito di quelli originali». Per questo l’azienda ha partecipato a fine marzo a una missione imprenditoriale, organizzata da ICE-Agenzia, Unioncamere, Conferenza delle Regioni, Rete Imprese Italia, ABI, Confindustria, Alleanza delle Cooperative, sotto l’egida del ministero degli Affari Esteri e del ministero dello Sviluppo Economico, guidata dal viceministro per le Politiche agricole, Andrea Olivero.

 

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