2019 in ribasso per TINE

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I risparmi sui costi e la crescita di latti aromatizzati e formaggio non sono bastati a TINE per chiudere con il 2019 col segno positivo. L’azienda norvegese ha infatti messo a bilancio perdite per 348 milioni di NOK rispetto all’anno precedente. Le vendite le hanno fruttato 23.381 milioni di NOK, in rialzo del 3,6% rispetto al 2018 (crescita del 2,7 per cento adeguata alle variazioni dei tassi di cambio) mentre l’utile operativo si è attestato a 1.189 milioni di NOK. I risparmi hanno superato quota 300 milioni ha chiarito il CEO Gunnar Hovland che ha sottolineato come l’azienda abbia deciso di rafforzare gli investimenti nelle categorie principali nel quadro di una strategia lanciata nell’estate del 2019. Tra l’altro essa pone in discussione il futuro di diversi siti. Per esempio, per ottimizzare i costi logistici si sta valutando il trasferimento del magazzino centrale nella Norvegia settentrionale e quello del caseificio di Harstad. Inoltre si sta verificando se i siti più piccoli possono essere gestiti in modo economicamente conveniente, usando lo stabilimento di Kristiansand come progetto pilota. Negli ultimi 10 anni TINE ha investito oltre 12 miliardi di NOK nei caseifici e altre parti della filiera in Norvegia.

I ricavi delle vendite internazionali sono stati di 3.558 milioni di NOK nel 2019, con un incremento del 24,1% rispetto al 2018. La forte crescita è imputabile al rialzo della partecipazione azionaria nell’americana Lotito Foods ora consociata di Norseland Inc.

L’utile operativo nel terzo trimestre del 2019 si è chiuso con un rosso di 1 milione di NOK, in calo di 30 milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Rettificato per valuta e Lotito, l’utile operativo ha ceduto 32 milioni. La perdita è dovuta ai costi per lo stabilimento in Irlanda e agli scarsi risultati avuti a Wernersson in Svezia. Nella primavera del 2020 avrebbe dovuto iniziare la produzione nello stabilimento irlandese, ma per ritardi nelle autorizzazioni rilasciate dalle autorità locali, è improbabile che la produzione inizi entro l’estate 2020. Dal 1° luglio, ogni mese di ritardo comporterebbe un esborso di 10 milioni di NOK per TINE.

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